La Juventus ha chiesto ufficialmente la revoca dello scudetto 2006 e il deferimento degli altri club colpevoli (eventualmente) della violazione dell’articolo 1 del codice sportivo. Il primo passo ufficiale dell’era Andrea Agnelli, quindi, è di quelli che lasciano il segno. Per alcuni, un atto dovuto, un segno di rispetto nei confronti dei tifosi bianconeri e della verità. Per altri, un gesto inelegante che dimostra l’incapacità della Juve di accettare un verdetto e di mettersi alle spalle Calciopoli.
L’intenzione è quella di lasciare a Voi lettori l’arduo compito della sentenza (facciamo del parere) in proposito. Per farlo, ricordiamo quanto previsto dall’articolo 1: “Coloro che sono tenuti all’osservanza delle norme federali devono comportarsi secondo i principi di lealtà, correttezza e probità in ogni rapporto comunque riferibile all’attività sportiva”. La Juve moggiana lo ha fatto? Pare di no, ed è stata punita. Milan, Lazio, Fiorentina, Reggina e Messina neppure, e sono state punite. Merita uguale trattamento (non in misura, ma nel merito) anche l’Inter, ovvero la società alla quale è stato assegnato lo “scudetto di cartone” nel 2006?
Questa è l’intercettazione che, probabilmente, dà più di ogni altra il senso della misura della vicenda al centro del “contenzioso”. Al telefono, l’allora presidente dell’Inter, Giacinto Facchetti, e l’allora designatore degli assistemti degli arbitri, Gennaro Mazzei.
Mazzei: Sono in macchina che vado a Coverciano
Facchetti: Stai andando a Coverciano?
Mazzei: Sì perché mi trovo tra mezzoretta con Bergamo
Facchetti: Sceglili bene per domenica sera eh…
Mazzei: Numero 1 e numero 2, penso eh, a ’sto punto penso da quello che… Ivaldi e Pisacreta
Facchetti: Ivaldi e Pisacreta
Mazzei: Eh sono il numero 1 e il numero 2
Facchetti: Sì certo, e il numero 1 degli arbitri……. (il riferimento è a Pierluigi Collina, che in quei giorni veniva richiesto soprattutto da Roberto Mancini n.d.r)
Mazzei: Eh sì, speriamo che ci caschi con questo sorteggio del cavolo, che ci caschi il numero 1
Facchetti: Ma vaaa… non devono farli i sorteggi, lì devono… ehhh
Mazzei: Eh, come si fa Giacinto….
Facchetti: Ehhh….
Mazzei: Purtroppo ci vuole fortuna lì, perché ti dico la verità, qui il sorteggio lo fa un giornalista, devono studiare una griglia dove le possibilità sono più alte… l’unica cosa…
Facchetti: Ma sì, mettono De Santis che ha già fatto la Juve domenica e non può, mettono Rosetti che è di Torino…
Mazzei: Ma devono lasciare un campo aperto almeno del 50% per quello che è scritto nel regolamento, mi sembra
Facchetti: Come?
Mazzei: Devono lasciare un campo aperto almeno del 50% per quello che è scritto nel regolamento mi sembra
Facchetti: Ah…
Mazzei: Perché non possono forzare con le preclusioni, almeno un 50% di possibilità, almeno mi sembra che è scritto sul regolamento… dopo ne parlo con Bergamo
Facchetti: Ma.. vabbè vabbè … senti allora per C.E. li lascio…
L’allora dg della Juventus, Luciano Moggi, all’epoca parlava così di griglie con Paolo Bergamo, designatore arbitrale.
Moggi: Ora ti dico quello che mi ero studiato io.
Bergamo: Vai! …Vediamo cosa torna con quello che ho studiato io… Chi ci metti in prima griglia di squadre? Di partite?
M. Aspè…fammi piglià il foglietto! Perché io me la son guardata oggi per bene… Allora, io ho fatto: Inter-Roma, Juventus-Udinese, Reggina-Milan, Fiorentina-Parma che non può non essere messa qui; e Siena-Messina
B. Sì
M. Ho fatto di 5, ma si po’ fa’ anche di 4 però! Non è che però Siena-Messina… mi sembra una partita abbastanza importante! Mi sembra, eh?
B. Poi c’è anche Livorno-Sampdoria che all’andata è stato un casino!
M. Sono due squadre che in pratica so un po’ più tranquille.
B. Vabbè, vai, tanto questo cambia poco, se ne po’ aggiungere anche una volendo, però arbitri per la prima fascia ce ne ho pochi. Dimmi!
M. Io ci ho messo Bertini, Paparesta, Trefoloni, Racalbuto, ci avevo messo Tombolini, però Tombolini poi ha fatto un casino con la Lazio, non lo so qui com’è, ha dato un rigore… questi qui erano gli arbitri che io avevo messo in questa griglia!
B. E Rodomonti al posto di Tombolini, no?
M. Va bene pure!
B. E allora s’era fatta uguale vedi!
Non era da meno l’allora responsabile delle relazioni con gli arbitri del Milan, Meani, qui al telfono con Pairetto, ex designatore arbitrale.
Meani: Che griglia, che griglia farete oggi?… Ancora il solito….
Pairetto: Ma penso che divideremo ancora in due si si si là.
Meani: Io penso ancora dentro Rosetti, Pieri….
Pairetto: Si questi qui sai… Rosetti, Racalbuto, Bertini. Dondarini sta andando bene, molto bene.
Meani: Dondarini è ora che….
Pairetto: …Sai che dobbiamo lanciarlo.
Meani: … provi anche un po’ il San Siro… No, ma non c’è problema eh, tutto a posto.
Pairetto: Bene.
Meani: Ti ringrazio tanto eh.
Pairetto: Ci mancherebbe.
Meani: Ciao Ciao.
Pairetto: A presto eh… ciao ciao.
Meani parlava anche cin Bergamo.
Meani: Te chi mi mandi a Firenze?.
Bergamo: Come griglia? Te dici come griglia di arbitri? L’abbiamo fatta a tre ma mi fai dire una cosa che con Gigi (Pairetto l’altro designatore) non abbiamo ancora concordato… Ho in mente di metterne tre perché non voglio preclusioni e gli arbitri sono Messina, Farina e Rodomonti per me, poi sentiamo Gigi perché poi immaginerai quelli che sono i tre che voglio mettere la domenica successiva…(la griglia per Milan-Juventus, ndr).
Meani: Ho capito, tu vuoi mettere Paparesta….
Bergamo: Si.
Meani: Collina….
Bergamo: Si.
Meani: Trefoloni.
Bergamo: Sissignore, e mi ci gioco la testa…
Meani: Però a Trefoloni gli fai un bel discorsetto…
Bergamo: Stai tranquillo, stai tranquillo…
Meani: Perché se no gli tagliamo la testa noi…
Bergamo: Stai tranquillo…
Meani: Se no chiamalo e parlagli…
Ah, quanto è ardua questa sentenza…
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