E’ persino citato come uno fra i 6 afrodisiaci più potenti del mondo: stimolerebbe, infatti, la circolazione periferica e, a buon intenditor….Mah! Noi di “PRONTO IN TAVOLA” abbiamo pensato a qualcosa di inusuale; una salsa dolce MOLTO speciale, ottima sia calda che fredda, che si conserva bene in frigorifero (in un contenitore a chiusura ermetica, ovviamente) anche per una settimana. Non si sa mai, se ci fosse necessità di “ripassare la lezione”….!
Lo usavano in Messico sin dal 5500 a.Ch, ma il Vecchio Mondo lo conobbe solo nel 1493: ce lo portò Cristoforo Colombo, al ritorno del suo secondo viaggio verso le Indie Occidentali. Lo introdussero in Europa i mercanti Spagnoli, e questa nuova pianta attecchì subito benissimo e fu chiamata PEPERONE perchè assomigliava, come sapore, al pepe. In lingua originale era chiamato CHILI o XILLI (pron:SCILLI),
ed ancor’oggi, nei paesi anglofoni, ha conservato la denominazione originale.
Virtù? Ne ha tantissime, a parte il fatto di essere buono ed afrodisìaco. E’ ricchissimo di vitamina C6, è un antiossidante (e quindi antitumorale) ed ottimo coaudiuvante nelle terapie per malattie da raffreddamento. Favorisce i processi digestivi e, fra l’altro, evita la fermentazione di gas intestinali e di tossine: pare sìa indicato contro le ulcere peptiche ed i dolori reumatici. Una panacea, insomma! E i peperoncini si possono persino coltivare benissimo in vaso… Ma torniamo alla nostra golosissima crema, che utilizza TUTTI ingredienti provenienti dal Nuovo Mondo.
CREMA PICCANTE AL CACAO
per circa 315 millilitri di crema:
Gr. 225 di zucchero di canna
Gr.100 di cioccolato fondente a pezzetti
Gr.25 di buon cacao in polvere (setacciato!)
Peperoncino rosso, piccante, secco e sbriciolato q.b.
Preparazione
Mettete 300 millilitri di acqua, lo zucchero ed il cioccolato in una pentola media, e portate il tutto ad ebollizione, mescolando continuamente. Levate dal fuoco: poi, in una ciotola, sciogliete il cacao in polvere in 50 ml. di acqua. Poiche dovrete ottenere una pasta liscia uniforme, sarà necessario mescolare assiduamente ma con delicatezza. Trasferitela nella pentola, aggiungete peperoncino a piacere, e portate nuovamente il tutto ad ebollizione continuando a lavorare di frusta. Abbassate subito la fiamma.
E’ importante che cuocia a fuoco minimo per 5/10 minuti, e NON deve mai tornare a bollire. Quando sarà abbastanza densa da velare il dorso di un cucchiaio, toglietela dal fuoco. Potete anche servirla tiepida, se volete: è ottima con gelato alla vaniglia, oppure per insaporire la frutta cotta al forno (o con vino rosso) con poco zucchero. Se vi piacesse calda, potete usarla sopra pan di Spagna o biscottini secchi. Volete che l’effetto sia dirompente? Accompagnatela con buon spumante Italiano, secco e fresco di cantina!
Giovanna Motta


C’è poco più di un’ora per mettere in tavola, quindi, decidiamo di preparare un buon secondo di carne ed “un po’ di frutta” (questa è stata la richiesta)… Una cena rapida, sì, ma non per questo da trascurare! Vogliamo provarci? Ecco allora la nostra proposta: ARROSTO CON LE OLIVE e, dulcis in fundo, FRUTTA SPEZIATA…
E’ un dolce non molto conosciuto, ma gustoso e digeribile. Basta davvero poco: entrare in un’erboristeria (o un supermercato ben fornito) e comprare 1 vasetto di semi di papavero (circa 150 grammi). Tutti gli altri ingredienti non dovrebbero mai mancare in cucina, per cui… Provatela e poi raccontatemi!



Alzi la mano chi non ama le fragole! Anche chi (come me) è allergico, non può fare a meno di desiderarle con un po’ di quella nostalgia per l’irraggiungibile che ci lascia nel cuore ciò che è vietato… Eppure, se cotte o trattate, i semi della FRAGARIA VESCA non sono nocivi: per cui ci si può godere marmellate e/o gelati di fragola a volontà! Ma non il frutto fresco e maturo al punto giusto… Pazienza! Vorrà dire che ci prepareremo la FRITTURA DI FRAGOLONI…
Il riso è con noi dal VI° millennio a.C: lo si deduce da alcuni reperti fossili trovati in una caverna, in territorio cinese. Ma ciò sta solamente a dimostrare che, per lo meno da allora, il riso era utilizzato e/o coltivato: la pianta sembra essere molto più antica e l’uomo, con le sue tecniche di incroci e ibridazioni, ne ha ricavate molte varietà, nuove di zecca, che ne aiutano la diffusione a livello mondiale. Ecco, quindi, un dessert che ha il riso fra i suoi ingredienti, ma che è nato per “stregare” il palato di chi lo assaggia.
E’ sempre un piacere ricevere un riscontro dai nostri lettori, perché questo ci fa capire quanto il blog di Pronto in Tavola sia seguito ed apprezzato. Ed è quindi per noi un vero piacere pubblicare le ricette più interessanti che ci arrivano. Come per esempio questa, inusuale, delle tagliatelle in versione “dessert” di Teresa Capucci (che ringraziamo!). Ecco come si preparano le sue tagliatelle dolci.