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Tag-Archive for "dessert"

Crema piccante al cioccolato e peperoncino ago 25

E’ persino citato come uno fra i 6 afrodisiaci più potenti del mondo: stimolerebbe, infatti, la circolazione periferica e, a buon intenditor….Mah! Noi di “PRONTO IN TAVOLA” abbiamo pensato a qualcosa di inusuale; una salsa dolce MOLTO speciale, ottima sia calda che fredda, che si conserva bene in frigorifero (in un contenitore a chiusura ermetica, ovviamente) anche per una settimana. Non si sa mai, se ci fosse necessità di “ripassare la lezione”….!

Lo usavano in Messico sin dal 5500 a.Ch, ma il Vecchio Mondo lo conobbe solo nel 1493: ce lo portò Cristoforo Colombo, al ritorno del suo secondo viaggio verso le Indie Occidentali. Lo introdussero in Europa i mercanti Spagnoli, e questa nuova pianta attecchì subito benissimo e fu chiamata PEPERONE perchè assomigliava, come sapore, al pepe. In lingua originale era chiamato CHILI o XILLI (pron:SCILLI),
ed ancor’oggi, nei paesi anglofoni, ha conservato la denominazione originale.

Virtù? Ne ha tantissime, a parte il fatto di essere buono ed afrodisìaco. E’ ricchissimo di vitamina C6, è un antiossidante (e quindi antitumorale) ed ottimo coaudiuvante nelle terapie per malattie da raffreddamento. Favorisce i processi digestivi e, fra l’altro, evita la fermentazione di gas intestinali e di tossine: pare sìa indicato contro le ulcere peptiche ed i dolori reumatici. Una panacea, insomma! E i peperoncini si possono persino coltivare benissimo in vaso… Ma torniamo alla nostra golosissima crema, che utilizza TUTTI ingredienti provenienti dal Nuovo Mondo.

CREMA PICCANTE AL CACAO

per circa 315 millilitri di crema:
Gr. 225 di zucchero di canna
Gr.100 di cioccolato fondente a pezzetti
Gr.25 di buon cacao in polvere (setacciato!)
Peperoncino rosso, piccante, secco e sbriciolato q.b.

Preparazione
Mettete 300 millilitri di acqua, lo zucchero ed il cioccolato in una pentola media, e portate il tutto ad ebollizione, mescolando continuamente. Levate dal fuoco: poi, in una ciotola, sciogliete il cacao in polvere in 50 ml. di acqua. Poiche dovrete ottenere una pasta liscia uniforme, sarà necessario mescolare assiduamente ma con delicatezza. Trasferitela nella pentola, aggiungete peperoncino a piacere, e portate nuovamente il tutto ad ebollizione continuando a lavorare di frusta. Abbassate subito la fiamma.
E’ importante che cuocia a fuoco minimo per 5/10 minuti, e NON deve mai tornare a bollire. Quando sarà abbastanza densa da velare il dorso di un cucchiaio, toglietela dal fuoco. Potete anche servirla tiepida, se volete: è ottima con gelato alla vaniglia, oppure per insaporire la frutta cotta al forno (o con vino rosso) con poco zucchero. Se vi piacesse calda, potete usarla sopra pan di Spagna o biscottini secchi. Volete che l’effetto sia dirompente? Accompagnatela con buon spumante Italiano, secco e fresco di cantina!

Giovanna Motta

Un dolce (leggero però) per i nati sotto il segno della Vergine ago 23


Sì, ammettiamolo: i Verginiani brillano per …parsimonia. Vengono definiti un po’ “spilorci”, ma sembra non essere colpa loro (dicono!). Si difendono affermando che, dopo un segno “regale” (e regalmente generoso) come il Leone, non farebbero altro che magre figure… Mah! Il segno inizia oggi, quindi… vediamo un po’ che fanno a tavola!

Non a caso il pianeta che governa questo Segno è Mercurio: ma non il Mercurio scavezzacollo ed un po’ arruffone che domina anche il Segno dei Gemelli. Questo è davvero il pianeta attento al do-ut-des, che rende penetrante l’intelligenza verginiana, incisivo il pensiero e ben ponderate le intuizioni, risolve questioni squisitamente pratiche e scarta ciò che non ritiene “utile”. E poiché è la Vergine che presiede alla raccolta delle messi (che però altri hanno seminato) tutti i legumi di tarda estate ricadono sotto questo Segno.

Per la salute dei Verginiani sarebbe dunque ottimale darsi ad una dieta quasi esclusivamente vegetariana, evitando cibi che fermentino facilmente nell’intestino, il loro punto debole: no, quindi, a bevande troppo fredde o gassate, cioccolato e salumi. Ottimi per lui l’avena, il frumento, la segale, le insalate a foglie verdi e le carote. Gli si confanno le erbe governate da Mercurio: finocchio (prezioso per la digestione) e valeriana (per rilassarsi dopo le crisi d’ansia). Noi di Pronto in Tavola vogliamo coccolarli un po’, questi Verginiani riottosi, e dedichiamo loro questo

CAKE INTEGRALE

Per 6 persone:
4 uova
Gr.250 di margarina e altrettanto di zucchero di canna
Gr.100 di uvetta
Gr.50 di pinoli
Gr.250 di farina integrale
Gr.120 di canditi misti tagliati a dadini
Sale, pangrattato e rum q.b.

Preparazione
Ponete a mollo nel rum l’uvetta passa. Mettete la margarina in una terrina e, aiutandovi con una frusta elettrica, lavoratela con lo zucchero fino a che non sarà divenuta una spuma. Unite poi le uova uno per volta, badando di NON aggiungere l’altro uovo se il precedente non si è perfettamente incorporato. Aggiungete la farina con un pizzico di sale, le uvette ammorbidite ed i pinoli: infarinate un poco i canditi ed incorporateli per ultimi. Mescolate il tutto con delicatezza e versate il composto in uno stampo rettangolare preventivamente imburrato e spolverizzato di pangrattato. Spolverizzate ANCHE la superficie del cake ed infornatelo a 180°C per circa 40 minuti. A cottura ultimata, lasciate intiepidire il cake e sformatelo sopra un piatto di portata.

Giovanna Motta

Cena rapida ma d’effetto? Arrosto e frutta allo spumante! ago 12

C’è poco più di un’ora per mettere in tavola, quindi, decidiamo di preparare un buon secondo di carne ed “un po’ di frutta” (questa è stata la richiesta)… Una cena rapida, sì, ma non per questo da trascurare! Vogliamo provarci? Ecco allora la nostra proposta: ARROSTO CON LE OLIVE e, dulcis in fundo, FRUTTA SPEZIATA…

Prima di tutto la spesa: che si compra?

Per l “ARROSTO IN SALSA D’OLIVE” ( 4 commensali)
Kg.1 circa di fesa di vitello, gr.180 d’olive verdi denocciolate, gr.100 di pinoli e altrettanto burro, 1 barattolino (piccolo!) di filetti d’acciuga sott’olio (serviranno anche, ovviamente, sale, pepe, olio d’oliva ed 1 dado per il brodo di carne)

per la “FRUTTA SPEZIATA”
lt.1 di spumante secco, gr.320 di polpa di ananas fresco (a fette), 2 grosse pere e 2 grosse pesche duracine, 10 grani di pepe nero, un poco di sciroppo dolce di lampone, 2 anici stellati, 2 stecche di cannella e 2 foglie d’alloro, e 3 chiodi di garofano. Panna montata (magari già pronta) e scaglie di cioccolato per decorare. 

Preparazione
Iniziamo preparando e infornando l’arrosto: mentre cuoce, prepareremo la frutta. Fate sciogliere il dado e preparate un poco di brodo ristretto. Mettete in casseruola il burro, unite i pinoli e fateli tostare: togliete dal fuoco e tritateli insieme alle olive. Fate rosolare l’arrosto (legato) in olio, poi unite il trito e le acciughe spappolate. Bagnate con un poco di brodo, salate pochissimo e mettete un pizzico di pepe. Fate cuocere a fiamma minima (circa 50′) e , al momento, servite l’arrosto tagliato a fettine sottili e irrorato col suo sugo.

Mentre l’arrosto cuoce, portate a bollore lo spumante (in una pentola piuttosto capace) insieme ad alloro, cannella, chiodi di garofano: sbucciate le pere e le pesche, tagliatele a spicchi di 1 centimetro e unitele allo spumante. Dopo un paio di minuti unite le fette di ananas (non più alte di mezzo centimetro) con 3 cucchiai di sciroppo di lampone. Rimettere a bollore per 1 minuto, poi spegnere e lasciar raffreddare (nel frattempo, controllate l’arrosto, e tenetelo ben umettato col suo sugo aggiungendo, se serve, ancora un poco di brodo)

A freddo, scolate la frutta con un mescolo forato e filtrate il vino attraverso un colino. Disponete la frutta in piattini individuali (e un po’ fondi), irrorandola con un poco di vino e guarnendola con le spezie di cottura. Tenetela in frigo al freddo e, al momento di servire, guarnitela con panna montata e scagliette di cioccolato bianco.

Giovanna  Motta

Un dessert risparmioso al… papavero! lug 30

E’ un dolce non molto conosciuto, ma gustoso e digeribile. Basta davvero poco: entrare in un’erboristeria (o un supermercato ben fornito) e comprare 1 vasetto di semi di papavero (circa 150 grammi). Tutti gli altri ingredienti non dovrebbero mai mancare in cucina, per cui… Provatela e poi raccontatemi!

I semi di papavero sono ricchi di olii essenziali, gli Omega 6 e gli Omega 3, utilissimi per salvaguardare cuore e cervello: ho l’abitudine di usarli anche nel risotto, li ho messi anche in questa torta e continuo a metterceli, soprattutto se riesco a trovare il tempo di tostarli prima dell’uso (per evidenziarne l’aroma).

TORTA AI SEMI DI PAPAVERO

DOSE PER 6 GOLOSI IRRIDUCIBILI

 gr.700  abbondanti di farina per dolci
gr.40 di lievito di birra
ml. 750 di latte intero
gr. 280 di zucchero
gr. 300 di burro
1 limone ed un poco di sale
gr.150 di semi di papavero, possibilmente macinati
1 bustina di zucchero vanigliato

Preparazione
Mettete la farina (circa gr.500) in una terrina capace, fatevi un incavo nel mezzo ed aggiungete il lievito (preventivamente stemperato con un po’ di latte tiepido), 1 cucchiaio di zucchero ed un poco di latte. Lavorate zucchero e lievito solo con una piccola parte  di farina, in modo che risulti un piccolo panetto: mettetelo in luogo caldo, coperto da un canovaccio e lasciatelo lievitare (per circa 15′). Aggiungetelo poi alla farina rimamente, con gr.50 di zucchero, 1 bicchiere di latte, gr.100 di burro, un pizzico di sale e la scorza grattugiata di mezzo limone. Mescolate il tutto col cucchiaio di legno e poi lavoratelo bene con le mani, finchè si staccherà dalle pareti della terrina : lasciatelo lievitare per altri 20′.

PER IL RIPIENO
Versate mezzo litro di latte in una casseruola d’acciaio e, sempre mescolando col cucchiaio di legno, versatevi i semi di papavero: ponete sul fuoco a cuocere per qualche minuto. Aggiungete un pizzico di sale, gr.50 di burro e altrettanto di zucchero: spegnete il fuoco e continuate a mescolare sino a che non si è completamente raffreddato.

PER LA COPERTURA
Mettete in una casseruola del burro a scagliette: a parte, mescolate a secco gr.150 di zucchero, gr.200 di farina e la bustina di zucchero vanigliato. Aggiungetelo al burro ed impastate il tutto velocemente, sbriciolando la pasta fra le dita , e lasciandola ricadere a granelli.

Foderate uno stampo con carta da forno, stendetevi la pasta e spalmatela col composto di papavero: coprite il tutto col “granulato” di burro/farina/zucchero vanigliato. Tenetela in forno per circa mezz’ora, a 240° e, cotta, lasciatela raffreddare bene prima di servirla: è un’ottima merenda per i bambini, ma è comunque un buon dessert per i grandi, magari accompagnato da un bicchiere di buon bianco secco frizzante.

Giovanna  Motta

Delizie di stagione: il dessert alle albicocche lug 19

E’ uno dei sapori più piacevoli al palato, tanto che molti si dispiacciono che una cosa così buona “duri così poco”, sia cioè fruibile per poco più di un mese all’anno… Anche se si possono avere via-aerea dal Nuovo Mondo durante l’inverno, il gusto delle “nostre” albicocche non ha davvero paragoni! Sono spesso ricorsa a questa ricetta per commensali cui la frutta non andava a genio: queste TERRINE DI ALBICOCCHE sono semplicemente G O L O S E !!!

E’ uno dei frutti più nutrienti fra quelli che ci offre il mercato in questo perìodo: ed è davvero un mercato RICCHISSIMO! Ci sono diversi tipi di albicocche: da quelle piccole e gustose (la “precoce d’Italia”) a quella ECCEZIONALMENTE grossa, la “PAVIOT” che può raggiungere i cento grammi di peso. Spesso vengono colte ancora acerbe: vengono fatte maturare nei magazzini, fra la paglia, e ne conservano l’odore: Si può star certi che, assaggiandole, non sentitremo alcun sapore….

E’ un frutto utilissimo perchè fornisce al nostro organismo una buona percentuale di zuccheri e calorie: la ricchezza maggiore sta tuttavia nelle vitamine, tra cui prevalgono la A e la PP. Sono una perfetta cura tonica e depurativa che, in questo perìodo dell’anno, capita davvero “a fagiolo”, e non costa molto.

TERRINE DI ALBICOCCHE

PER 4 PERSONE
20 albicocche grosse
gr.100 di mandorle a scaglie
gr.50 di burro
ml.250 di latte intero
gr.75 di zucchero
gr.25 di amido di frumento
gr.170 di ricotta
1 decilitro abbondante di panna da montare
1 limoe e 4 fragole grosse
3 cucchiai di zucchero di canna

Preparazione
Lavate il limone e grattugiatene la buccia: mettetela in un tegamino, unendo poi il tuorlo e lo zucchero, e lavorate il tutto con la frusta. Quando è diventato di un bel giallo chiaro, ben montato e soffice, unite l’amido e incorporatelo bene: diluite il tutto col latte e portatelo a bollore, continuando a mescolare. Attenzione: Appena la crema accenna ad addensarsi, togliete dal fuoco e lasciatela intiepidire. Sempre con la frusta, incorporatevi poi ricotta e burro: dividete il composto in 4 tegamini da forno/tavola. Lavate le albicocche, eliminate il nocciolo e tagliate a spicchi sottili: disponeteli nei tegamini formando una girandola. Coprite le “girandole” con le scaglie di mandorla e poi con lo zucchero di canna. Passate i tegamini sotto il grill rovente, finchè lo zucchero sarà caramellato: lasciate intiepidire. Montate la panna: decorate il centro di ogni tegamino con un ciuffo di panna ed una fragola, e servite subito.

Giovanna Motta

Un dessert leggero con la frutta di stagione giu 23


Accompagnano l’umanità golosa da molti secoli: per i cinesi erano simbolo di IMMORTALITA’, ed i loro fiori venivano considerati uno degli esempi di BELLEZZA per antonomasia, celebrati da poeti e pittori. Sto parlando della PESCA, uno dei frutti più amati, carnoso, zuccherino e succoso, con polpa profumata e bianca (o gialla o rossa), buccia sottile (liscia o vellutata) che va dal rosso carminio-scuro al salmone-chiaro. E poichè cento grammi di frutto apportano solamente 39 kcal (!), ecco un dolce a basso contenuto calorico.

Dalla Cina passarono alla Persia (da cui il nome) e da lì al Mediterraneo. Dall’Egitto (dov’erano sacre al Dio del Silenzio e dell’Infanzia, tale Arpocrate) passarono poi in Italia nel 1° secolo d.C. E da allora le pesche sono considerate una prelibatezza. Una SANA PRELIBATEZZA: apportano infatti potassio, fosforo, calcio e magnesio, vitamina C, B1, B2, B6, B9, B12, A, E, K. Questa preparazione è davvero ottima anche da un altro punto di vista: fa bene alla tasca (costa poco) ed alla salute, in quanto una porzione apporta solo 200 kcal!


PESCHE AL RISO

DOSI PER 4 GOLOSI
1 bicchiere di latte scremato
1 bustina di vaniglina
gr.80 di riso
Gr.25 di miele di castagno
1 uovo, sale e zenzero q.b.
Gr.500 circa di pesche (3 o 4, dipende dalle dimensioni)
Gr.20 di zucchero di canna
1 bicchiere di vino bianco secco

Preparazione
Mentre portate il latte a ebollizione con 6 bicchieri d’acqua, 1 pizzico di sale e vaniglina, lavate e tagliate a metà le pesche. Cuocete il riso nel misto acqua/latte, levatelo al dente, scolatelo e mischiatelo a miele e zenzero: quando è freddo, unite 1 albume montato a neve. Polverizzate l’interno di ogni semi-pesca con lo zucchero, e bagnatela col vino: riempitele e infornate a caldo (180°) per 10 minuti. Servite sia caldo che freddo.

Giovanna  Motta

Il “mascarpone soffice” di Oldani mag 24


Il grande chef ci consiglia stavolta un dessert assolutamente irresistibile, con formaggio e cubetti di zucca candita. Ideale da offrire ad una serata con ospiti un pochino esigenti…

MASCARPONE SOFFICE

Allergica alle fragole? Allora friggile! mag 05

Alzi la mano chi non ama le fragole! Anche chi (come me) è allergico, non può fare a meno di desiderarle con un po’ di quella nostalgia per l’irraggiungibile  che ci lascia nel cuore ciò che è vietato… Eppure, se cotte o trattate, i semi della FRAGARIA VESCA non sono nocivi: per cui ci si può godere marmellate e/o gelati di fragola a volontà! Ma non il frutto fresco e maturo al punto giusto… Pazienza! Vorrà dire che ci prepareremo la FRITTURA DI FRAGOLONI…

Forse è una specie autoctona della zona alpina, dove cresceva in abbondanza allo stato selvatico. I Romani le diedero il nome, derivandolo da una delle caratteristiche più evidenti: FRAGRANS, ossia PROFUMATA. Fu associata alle celebrazioni delle Adonie, feste che avevano luogo ogni anno fra aprile e maggio , per solennizzare la rinascita della primavera dopo la lunga invernata. Si diceva infatti che le lacrime sparse da Venere sul corpo senza vita dell’amato Adone, copiose com’erano, cadessero a terra: da esse nacquero le fragole, a forma di cuore. Fino a tutto il ‘600 si coltivarono solo specie europee: poi un ufficiale francese ebbe l’idea di importare dal Cile alcune piante-madri molto robuste, che sono alla base di tutte le specie coltivate oggi (fragaria X ananassa).

Allergìe a parte, consumare fragole significa comunque incamerare una buona quantità di calcio, ferro e magnesio;e, pur essendo composte in gran parte da acqua, contengono inoltre potassio, sodio, selenio, vitamina C, B6, B12, A, E, ed acido pantotenico. Un gran bel cocktail, non c’è che dire!

FRAGOLONI   FRITTI

DOSI PER 6 PERSONE ( o per 4 golosi!)

gr. 500 di grosse fragole
gr. 80 di farine
gr. 50 di burro
gr. 60 di zucchero vanigliato
5 cucchiai di zucchero semolato
1 uovo intero ed 1 albume
1 bicchiere (scarso) di latte
1 bicchierino di Brandy (o liquore simile)
1 bicchierino di Maraschino
Olio per friggere q.b.

Preparazione
In una terrina mettete la fariuna e mescolatela col  burro fuso, un uovo intero sbattuto, il latte ed il Brandy: lavorate bene il composto in modo che risulti ben liscio. Lasciatelo riposare per circa un’ora: nel frattempo pulite i fragoloni e poneteli uno accanto all’altro in un piatto largo. Spolverizzateli con lo zucchero semolato, inumiditeli col Maraschino e metteteli da parte.

Una ventina di minuti prima di portare in tavola, montate l’albume a neve dura ed unitelo alla pastella (usate la frusta, è meglio). Immergete nel composto, ad uno ad uno, i fragoloni: estraeteli col cucchiaio (sempre ad uno ad uno) insieme con un poco di pastella. Fateli soffriggere in abbondante olio bollente e, appena risultano essere dorati e croccanti, levateli, scolateli con delicatezza e poneteli sopra un foglio di carta per assorbire l’olio in eccesso. Metteteli sopra un piatto (caldo) di portata, spolverizzateli con lo zucchero vanigliato e serviteli immediatamente.

Giovanna  Motta

Le coppette dolci di riso mar 18

Il riso è con noi dal VI° millennio a.C: lo si deduce da alcuni reperti fossili trovati in una caverna, in territorio cinese. Ma ciò sta solamente a dimostrare che, per lo meno da allora, il riso era utilizzato e/o coltivato: la pianta sembra essere molto più antica e l’uomo, con le sue tecniche di incroci e ibridazioni, ne ha ricavate molte varietà, nuove di zecca, che ne aiutano la diffusione a livello mondiale. Ecco, quindi, un dessert che ha il riso fra i suoi ingredienti, ma che è nato per “stregare” il palato di chi lo assaggia.

Chi pensa ad un dolce di riso, nel 50% dei casi storce il naso e passa oltre. Personalmente non ne potevo più del Ris-e-Latte che mi veniva proprinato, abbondantemente zuccherato e ben caldo, quando ero piccola: poi ho cambiato idea, sopratutto da quando ho cominciato a preparare queste coppette un po’ particolari, adatte a qualsiasi stagione.

COPPETTE DOLCI COL RISO
Per 4 Coppette Stregate:

Mezzo litro di latte intero
1 limone
1 bicchierino di liquore dolce
gr.70 di burro
3 cucchiai di mandorle sminuzzate
e altrettanti pinoli
2 tuorli
gr.150 di riso basmati (quello profumato)
2 albicocche/pesche fresche (o in scatola)
gr.90 di zucchero integrale
Zenzero, cannella, zafferano e macis sminuzzato q.b.

Preparazione
Togliete la scorza al limone e mettetela nel latte che farete bollire: raggiunto il bollore, versate il riso e lasciatelo cuocere per 10 minuti. A questo punto aggiungete lo zucchero ed il burro, lasciando sul fuoco per altri 10 minuti. Levate la scorza del limone e lasciate raffreddare avendo cura di mescolare di tanto in tanto per evitare grumi: unite poi tuorli, zenzero, zafferano e macis. Mescolate il composto per farlo ben amalgamare e versatelo in 4 coppette che riporrete in frigorifero per circa mezz’ora.
Nel frattempo, ponete sul fuoco un tegame basso nel quale farete scottare la frutta per pochi minuti con un poco di acqua e liquore: scolatela (pelatela, snocciolatela e dividetela a metà, se fresca).
Mettete ogni metà sopra le coppette (devono essere ben fredde), al centro: cospargete abbondantemente di mandorle e pinoli e spolverizzate con la cannella in polvere. Servite con un buon bianco dolce/secco frizzante, o col liquore utilizzato nella preparazione.

Giovanna  Motta

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Le vostre ricette: le tagliatelle dolci mar 02

E’ sempre un piacere ricevere un riscontro dai nostri lettori, perché questo ci fa capire quanto il blog di Pronto in Tavola sia seguito ed apprezzato. Ed è quindi per noi un vero piacere pubblicare le ricette più interessanti che ci arrivano. Come per esempio questa, inusuale, delle tagliatelle in versione “dessert” di Teresa Capucci (che ringraziamo!).  Ecco come si preparano le sue tagliatelle dolci.

Ingredienti per la sfoglia:
400 gr. di farina
1 uovo
¼ di bicchiere di birra
1 noce di burro
latte q.b
sale q.b

Ingredienti per il ripieno:
zucchero
limone
olio per friggere

Preparazione
Impastare gli ingredienti sulla spianatoia e formarne una palla liscia. Lasciare riposare l’ impasto per almeno mezz’ora (più riposa e più diventeranno croccanti). Tirare una sfoglia molto sottile (con questa quantità di farina io ne faccio due) e cospargerla completamente con il succo di limone prima, e con lo zucchero poi. Arrotolare la sfoglia su sé stessa formando un rotolo. Tagliare il rotolo a tagliatelle dello spessore massimo di 1 centimetro.

In una padella fare bollire abbondante olio ed immergere le tagliatelle orizzontalmente, affinché durante la cottura si aprano. A doratura avvenuta, girarle velocemente e, successivamente, scolarle. Riporle direttamente in un vassoio ed arricchirle di zucchero.

Ps. Sapete preparare un dessert irresistibile? Mandateci la vostra ricetta “cult”!

Chiacchiere perfette feb 09


Frappe, sfrappole, bugie, lattughe
: hanno mille nomi, mille varianti, ed una storia molto antica: c’è chi dice che abbiano origine dal gesto di una cuoca cui capitò di buttare, per errore, della pasta dolce nell’olio bollente. C’è chi afferma che sono la semplificazione di un dolce di  pasta ripiena, ma cotta in frittura, che risale al Rinascimento ferrarese: le “stelle di pasta reale”. Comunque sia, questo dolce è il protagonista del Carnevale, quindi seguiteci per preparare in casa anche voi delle …chiacchiere perfette!

Le teorie sulla nascita di questo dolce sono molte, quasi quanto le variazioni che questa ricetta si porta dietro: chi segue pedissequamente la ricetta originale, chi fa delle variazioni nell’impasto (aggiungendo una piccola parte di farina “integrale”), oppure sostituendo parte dello zucchero col miele o impastando il tutto col succo di un’arancia spremuta (preferibilmente sanguinella) e/o due dita di whisky (preferibilmente americano). E c’è chi le inforna, invece di friggerle, per evitare i grassi di cottura. All’inizio del ‘900 si usava aggiungervi un poco di  Aurum, o altro liquore da pasticceria: a volte venivano poi consumate accompagnandole al Vin Santo. Comunque sia, questa è la ricetta-base per farle a regola d’arte!

Ingredienti:
gr.450 di farina
gr.100 di zucchero
scorzetta di 1 limone grattugiato
gr.60 di burro
4 uova
olio di semi
zucchero a velo q.b.

Preparazione
Impastate la farina insieme a tutti gli ingredienti: zucchero, uova, scorzetta e burro fuso (tiepido!). Dovete però impastare molto energicamente per 5/6 minuti e lasciar poi riposare il tutto per almeno mezz’ora. Tiratene poi una sfoglia (col matterello) alta non più di mezzo centimetro che taglierete a strisciole non troppo larghe. Mettete l’olio a scaldare, ma versate le strisciole solo quando sarà ben bollente: appena iniziano ad imbiondire, saranno pronte. Lasciate assorbire l’olio in eccesso sopra carta da cucina e, prima si servire, spolveratele abbondantemente con zucchero a velo. Accompagnare con vinello bianco, secco e frizzante.
  
Giovanna Motta