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Tag-Archive for "Degustazioni"

Cantine Rallo: profumi di agrumi di Sicilia lug 23

Nell’ultimo nostro articolo abbiamo parlato di un vino rosso siciliano, riprendiamo la nostra consueta rubrica (colgo l’occasione per scusarmi di questa lunga pausa),…..raccontandovi ancora di vino siciliano ma in questo caso di vini bianchi. Abbiamo avuto infatti la possibilità di degustare la serie di vini a base di uva grillo della cantina Rallo di Marsala (TP). Nello specifico i nostri assaggi li abbiamo fatti con il Grillo annata 2009, con il Gruali del 2008 per finire con l’Aquamadre 2007. Iniziamo facendo una premessa: l’uva grillo è una uva davvero molto particolare in quanto unisce spesso due caratteristiche molto diverse tra loro; salato e dolce. la sensazione “salata” che sarebbe meglio chiamare sapida è data dall’aria marina ricca di iodio che penetra nel terreno e quindi nell’uva stessa. La sensazione “dolce” è data dall’elevata concentrazione zuccherina dell’uva stessa. Fatta questa doverosa premessa, andiamo a parlare nello specifico dei vini in questione. Iniziamo dal primo, il “grillo” annata 2009 che si presenta di un giallo paglierino scarico con degli ottimi profumi agrumati di pompelmo in particolare. Al palato si riconosce la vena sapida di cui parlavamo prima in maniera inequivocabile che lo rende molto piacevole e beverino e perfetto compagno di questa estate calda. Passiamo al “Gruali” 2008, vino che rispetto al primo presenta una complessità olfattiva e degustativa maggiore data  dall’affinamento in piccole botti di rovere. Anche in questo si riconoscono i sentori tipici di frutta agrumata anche se un pò smorzati dal legno e anche la sapidità non è cosi evidente come nel primo vino. In compenso una maggiore rotondità ed una complessità evidente lo rendono ideale compagno a tavola con una buona cucina di pesce. Il vino “Aquamadre 2007″ che è il terzo prodotto, si discosta non poco dagli altri due, essendo ottenuto da una vendemmia tardiva. Il colore stesso del vino che si presenta di un bel giallo dorato carico sta a testimoniare quanto sopra. Al palato si presenta di estrema finezza ed eleganza di ottima persistenza con un finale lunghissimo. Anche in questo si riconoscono gli inconfondibili sentori di agrume supportati da sentori di frutta tropicale. In questo caso risulta molto più evidente il contrasto dolce-salato rendendo questo vino molto accattivante. Infine un cenno anche al “bicchiere della staffa” che abbiamo fatto con il “Soleras riserva”, vino ottenuto da una selezione di uve grillo,cataratto ed inzolia ed affinato in barrique per oltre vent’anni. Non poteva esserci più degna conclusione alla nostra serata, questo vino rapresenta la sublimazione del vitigno grillo in tutti i suoi molteplici aspetti.

Dalla Sicilia: il cabernet sauvignon 2007 di Tasca d’Almerita giu 04

Quando si parla di Sicilia e si parla di vini rossi la mente tende sempre ad andare al nero’ d’avola, vitigno autoctono principe della regione, ma le meravigliose condizioni microclimatiche di questa terra fanno si che qui trovino perfetta dimora anche le splendide uve cosiddette “internazionali”. E’ anche grazie all’azienda di cui vi stiamo per parlare e alle intuizioni del suo fondatore, il Conte Lucio Tasca, che nella terra di trinacria, chardonnay, sirah, merlot e cabernet sauvignon hanno avuto la possibilità di esprimersi al meglio regalandoci dei prodotti di grandissima qualità.

Oggi vi parleremo di uno di questi, il cabernet sauvignon, annata 2007 di Tasca d’Almerita in Tenuta Regaleali (PA), vino capolavoro (anzi… dovremmo dire uno dei vini capolavoro, vista l’alta qualità di produzione), di questa azienda. Ottenuto da uve cabernet sauvignon in purezza questo vino si presenta di colore rosso intenso tendente all’amaranto. Ad un primo esame si percepisce subito la potenza olfattiva di questo vino, si viene subito avvolti da una miriade di profumi fraagranti e speziati, tra i più importanti citiamo il tabacco, il pepe nero e la cannella oltre a sensazioni balsamiche di menta ed eucaliptolo il tutto accompagnato da un delicato ed equilibrato sentore di vaniglia, frutto di un sapiente e corretto uso della barrique. Al palato la sensazione più evidente è quella di un perfetto equilibrio, proprietà non sempre facile da trovare e da una morbidezza davvero piacevole. Le sensazioni gustative ripercorrono in gran parte quelle olfattive con l’aggiunta di frutta rossa matura e concentrata che ne definisce l’eleganza completa. In buona sostanza, siamo in presenza di un grandissimo prodotto e non abbiamo difficoltà a dire che una delle cose più buone che abbiamo assaggiato negli ultimi tempi. D’altra parte come già anticipavamo prima, anche il resto della produzione dell’azienda è di eccellente livello: tra i vari citiamo lo Chardonnay, lo spumante Almerita ottenuto sempre da uve chardonnay ed il rosso del Conte, un blend ottenuto con uve di nero’ d’avola ed una piccola parte di uve perricone.

Avvinando ad Avvinando 2010 mag 26

Da Palermo Sergio Bolzoni - Si è svolta domenica e lunedì 23 e 24 maggio una interessantissima manifestazione in quel di Palermo, a villa Boscogrande, un posto magnifico per eleganza e posizione, con dei giardini accoglienti e le sale sapientemente conservate. Si tratta di Avvinando 2010, organizzata dalla Associazione culturale Elitaria del capoluogo siciliano. La coincidenza di portare lo stesso nome ci ha convinti a farci un salto per fare reciproca conoscenza.

Qui un centinaio di aziende hanno esposto i loro vini in degustazione, attirando un vasto pubblico di appassionati. La scelta di far pagare un biglietto assolutamente non esoso, ma nemmeno stracciato ha pagato in termini di qualità del pubblico e anche degli espositori che hanno offerto in assaggio spesso e volentieri delle ottime bottiglie.

Grande presenza di gente anche ai seminari, che sono stati particolarmente apprezzati , almeno ascoltando i commenti all’uscita di quello tenutosi domenica: La Grandeur du Perlage”. Ricordiamoli anche gli altri: 6 grandi regioni vitivinicole e 6 mitici vini rossi”; De Aetna: la magia di un terroir”: “Distillati e sigari”: “Leccornie…al femminile”, dove sapienti mani di cuoche siciliane preparavano leccornie da offrire in abbinamento ai grandi vini isolani. A proposito di leccornie, girovagando fra i tavoli si trovavano dei veri tesori. Dall’olio, alla focacceria palermitana, al… tartufo!

Non staremo qui a parlare dei singoli vini assaggiati. Le condizioni tipiche di questo genere di manifestazioni non permettono di dare giudizi meditati. Un paio di impressioni però sì. La prima: ha felicemente colpito il taglio internazionale di Avvinando 2010: che sorpresa ritrovarsi a tu per tu con un tavolo di magnifici riesling tedeschi offerti con competenza dall’importatore. E poi champagne come se piovesse, ai quali rispondevano arditamente ma con successo i nostri spumanti della Franciacorta. Interessanti vini anche al tavolo di una azienda cilena. Questo era uno degli obiettivi dichiarati dagli organizzatori in sede di presentazione: fare di Avvinando una rassegna di ampio respiro che travalichi i confini italiani. Se questo era l’inizio ci è sembrato non solo riuscito, ma anche apprezzato dal pubblico. Avanti così.

La seconda: nella grande e qualificata presenza di aziende provenienti da tutta Italia, spiccavano a nostro parere quelle provenienti dall’Alto Adige, segno inequivocabile della qualità raggiunta dalla Provincia autonoma, ma incalzati, sempre più da vicino dai padroni di casa siciliani che hanno decisamente intrapreso, specialmente nei bianchi, la strada della freschezza e della bevibilità a scapito dell’opulenza a volte in passato un po’ eccessiva. Possiamo senz’altro dire che i vini bianchi siciliani assaggiati sono stati in generale tutti almeno più che buoni, con non rare punte di eccellenza e non solo come va molto di moda dire oggi, nei dintorni dell’Etna che resta, sempre e comunque, la grande “nuova” risorsa dell’enologia isolana, ma anche nel resto delle aree vinicole più tradizionali che evidentemente devono aver intrapreso un cammino diverso rispetto al passato ma molto, molto gradevole.

I duemilacinquecento visitatori della due giorni di Avvinando 2010 stanno lì a dimostrare che questa giovane iniziativa ha delle basi solide e competenti. Generalmente apprezzate dal pubblico che è accorso numeroso e anche da noi. D’altronde con questo nome non poteva che essere così
Sergio Bolzoni

Dalla Valpolicella: azienda agricola Pietro Zanoni apr 28

A distanza di tre settimane dalla conclusione di Vinitaly, siamo riandati a riassaggiare alcune cose che ci avevano particolarmente impressionato durante i giorni della fiera. Tra i nomi nuovi che ci preme segnalarvi c’è sicuramente quello di un piccolo produttore di Valpolicella superiore e Amarone: Pietro Zanoni di Quinzano (VR), questa piccola azienda agricola che arriva a produrre non più di 20.000 in totale ben si posiziona nel panorama delle piccole aziende emergenti della zona. Abbiamo avuto modo di assaggiare sia il valpolicella che il suo amarone ed in entrambi casi siamo davvero rimasti colpiti dalla qualità e dalla finezza di entrambi i prodotti. Le uve di produzione sono la corvina (40%), il corvinone (altro 40%) e la rondinella (il restante 20%). Partiamo ad analizzare il valpolicella superiore che alla vista si presenta di un bel rosso rubino carico tendente al granato mentre al naso si percepiscono sentori intensi di confettura e frutta rossa matura. Anche in degustazione, questo vino non tradisce risultando di buona rotondità e struttura e dove i sentori percepiti al naso resplodono risultando ancora più marcati e pieni. Saliamo di tono e passiamo all’amarone annata 2004 che indubbiamente, non abbiamo fatica a valutare di altissimo livello. Il colore nel bicchiere si presenta di un rosso granato quasi impenetrabile, e dove la maturazione in barriques lo rende un vino davvero molto caldo e complesso. L’esame olfattivo ci presenta note classiche di ciliegia e amarena accompagnate da una leggera vena di surmaturazione. Al palato invece questo vino rivela tutta la sua imponenza regalandoci sensazioni davvero uniche; un tannino molto morbido, quasi vellutato che ben si accompagna ad una struttura del vino che risulta essere avvolgente, calda ed equilibrata. Inoltre in bocca risulta avere una persistenza molto intensa e lunga. Davvero una bella scoperta questo piccolo produttore… che a dispetto della giovane età ci ricorda per filosofia ed entusiasmo la figura romantica del vignaiolo di altri tempi

Resoconto dal Vinitaly 2010 apr 14

Chiedendovi scusa per l’incolpevole ritardo dovuto ad alcuni problemi tecnici avuti nei giorni scorsi  durante la nostra permanenza alla fiera di Verona, siamo oggi a farvi un breve resoconto in merito alle degustazioni fatte ed alle sorprese e delusioni ricevute. L’edizione di quest’anno, a nostro giudizio, non ha presentato novità particolarmente eclatanti, girando tra i vari stand abbiamo comunque avuto modo di assaggiare qualche prodotto interessante. Cominciamo a parlare di spumanti e come è logico non potevamo non andare in Franciacorta, dove ci ha particolarmente colpito il Satèn dell’azienda “Borgo la Gallinaccia” di Rodengo Saiano (BS) ottenuto da uve chardonnay (100%), che si è rivelato ben fatto, di buona morbidezza e con ottimi profumi. Altro spumante, altra zona rinomata e andiamo in trentino dove abbiamo avuto modo di assaggiare ed apprezzare lo spumante rosè dell’azienda agricola di Roberto ZEni di San Michele all’Adige (TN), dai bei sentori fruttati e di ottima freschezza. Passando a parlare di bianchi, dobbiamo dire che siamo rimasti un pò delusi, infatti mai come quest’anno ci è capitato nella media degli assaggi che abbiamo fatto di trovare pochi vini davvero interessanti, fermo restando che il periodo in cui si svolge Vinitaly non aiuta di certo visto che molti dei vini che vengono presentati sono imbottigliati da poche settimane se non addirittura da pochi giorni. Sicuramente tra i pochi vogliamo citare Il verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore  “Tenuta del Cavaliere” dell’azienda agraria Marchetti di Ancona (AN), un prodotto davvero ben fatto ede espressione molto tipica del territorio di provenienza. Altro buon bianco degustato dall’ottimo rapporto qualità prezzo ci è sembrato il Gavi ” Il Castello” dell’azienda Vitivinicola Castello di Tassarolo del paese omonimo in provincia di Alessandria, ottenuto da uve cortese di Gavi al 100% che ci ha colpito per intensità e persistenza. Nel panorama “vini rossi”, le sorprese sono state più numerose ed interessanti rispetto ai bianchi e qui vi vogliamo presentare ben tre produzioni. Partendo dal Nord, la prima segnalazione è indubbiamente l’amarone della Valpolicella dell’Azienda Agricola di Pietro Zanoni, che dire?? davvero un gran bell’amarone, intenso e profumato di bella e lunga persistenza fatto da questo piccolo produttore. Scendendo verso il centro, vi segnaliamo il sangiovese , udite udite, del Lazio ”La Quercia” dell’azienda agricola di Giovanni Terenzi di Serrone (FR). Un prodotto davvero atipico per morbidezza e fragranza per essere un sangiovese. La terza ed ultima segnalazione per quanto concerne i vini rossi è per un altro vino dall’ottimo rapporto qualità prezzo, stiamo parlando del sardo “Maccòri” della cantina di Calasetta, ottenuto da uve carignano al 100%, davvero di ottima bevibilità e piacevolezza. Infine, due veloci segnalazioni per i vini dolci, la prima è per l’ottimo ma non stucchevole Moscato d’Asti “Piccole Gioie” dell’azienda agricola Ghione di Canelli (AT), la seconda invece è per il semisconosciuto ma non per questo meno valido vino moscato di Sorso-Sennori ”Brilante” dell’azienda Roccavorte  di Porto Torres (SS). Prodotto con coltura biologica, questo vino sprigiona intensi profumi di miele e sentori di frutti agrumati.

Vinitaly 2010, 8-12 aprile apr 07

Anche quest’anno Avvinando come è di consueto prende, parte e va in trasferta, da domani, infatti saremo a Verona , dove per cinque giorni , si svolgerà la 44esima edizione di Vinitaly, il salone internazionale del vino e dei distillati, una delle fiere più importanti a livello europeo e mondiale del settore. Per cinque giorni “la nostra finestra curiosa sul mondo del vino”sarà costantemente aperta. Viaggeremo tra gli stand assaggiando per voi quanto di meglio offre il mercato enologico attuale….ed oltre….. Ogni giorno, cercheremo di segnalarvi le cose migliori, i prodotti più riusciti o  più semplicemente quelli che ci sono piaciuti di più.  Nelle stesse giornate di svolgimento di Vinitaly, infatti, ci saranno tre manifestazioni legate in qual che modo al vino ed al suo mondo;  quella dei produttori d’olio (SOL), quella dei prodotti agroalimentari (AGRIFOOD) e quella dei macchinari per enologia (ENOLITECH),  che dire…..non vi rimane che seguirci!!!!…. Per quanti volessero invece, prenderci alla lettera e seguirci per davvero a Verona ecco alcune informazioni necessarie per vivere al meglio questa avventura. La Kermesse, come dicevamo è aperta da domani giovedì 8 aprile a lunedì 12 aprile con orario continuato 9.30- 18.30. Fate attenzione però che l’ingresso nelle giornate di giovedì, venerdì e lunedì è riservato esclusivamente agli operatori del settore mentre le giornate di sabato e domenica sono aperte a tutti. Il biglietto d’ingresso giornaliero costa 40 euro ma se lo scaricate direttamente dal sito della manifestazione (www.vinitaly.com ), il prezzo si abbassa a 35 euro, se invece pensate di fermarvi per tutti e cinque giorni potete fare l’abbonamento il cui costo è di 80 euro (online 70 €), e vi permette un ingresso al giorno. Raggiungere l’area espositiva non è difficile, se arrivate in treno dovete sapere che dalla stazione di Porta Nuova partono delle navette speciali e gratuite che vi portano direttamente in fiera, se invece intendete raggiungere la città di Romeo e Giulietta in macchina l’uscita dell’autostrada consigliata è Verona Nord per chi arriva dalla direzione di Milano e per chi arriva dall’autostrada del Brennero e Verona Est- San Martino Buon Albergo per chi arriva dalla direzione di Venezia. Potete parcheggiare gratuitamente presso il parcheggio dello stadio Bentegodi, da dove anche da lì una navetta vi porterà direttamente in fiera.

Dal Trentino…tre cantine con tanta qualità mar 24

Nella splendida cornice delle montagne trentine, nei giorni siamo stati ospiti di alcune aziende vitivinicole locali. La prima tappa è’ stata presso l’Istituto di San Michele all’Adige, conosciuto anche come Fondazione “Edmund Mach” sede della più importante scuola per enotecnici e periti agrari dedicati principalmente al settore vitivinicolo. In una splendida cantina, scavata interamente nella roccia ed in compagnia del famoso enologo Enrico Paternoster (vero e proprio monumento dell’enologia trentina), abbiamo potuto degustare facendo una vera e propria “verticale” (degustazione di varie annate dello stesso vino), del prodotto di punta dell’Istituto e cioè il “Mach riserva del fondatore“. 

Nel nostro caso le annate a disposizione sono state il 2005, il 2004 per chiudere con un superlativo 2000. Il vino spumante in questione, ottenuto da un assemblaggio di uve di chardonnay (70%) e pinot nero (30%), si è rivelato uno spumante di gran carattere e ottima stoffa mettendo davvero a dura prova la nostra capacità di analisi nel giudicare le diverse annate che per un verso o per l’altro sono risultati tutte e tre prodotti di eccezionale livello. Dal 2005 con sentori freschi e piacevolmente erbacei e fruttati, al 2004 più complesso ed evoluto e con una  bella nota fragrante ed una anidride carbonica ben integrata nel vino, per finire con l’annata 2000 che ci ha regalato bellissime sensazioni e profumi intensi di prugna e di miele rivelandosi nonostante i suoi “dieci” anni uno spumante di grandissima bevibilità. Il nostro tour è poi proseguito presso l’azienda agricola Endrizzi anch’essa sita a San Michele all’Adige (TN), dove abbiamo potuto degustare tutti i prodotti dell’azienda. Su tutti, due in particolare ci hanno colpito ed impressionato. Il primo è il “Gran Masetto ” annata 2005, vino ottenuto da uve teroldego al 100% con leggero appassimento delle stesse. Di color rosso rubino carico, il vino esprime grandi profumi di marmellata e di frutta nera matura. Ottima la struttura e molto lunga ed intensa la persistenza. Il secondo è il “Masetto Dulcis“, un vino passito ottenuto da un blend di uve di moscato giallo, sauvignon, riesling renano, chardonnay e gewuerztraminer dagli intensi aromi di frutta esotica e miele, ben equilibrato, dolce ma non stucchevole. La terza ed ultima azienda che vi vogliamo segnalare è l’azienda Dorigati di Mezzacorona (TN), che tra le altre cose tutte di gran livello produce un altro splendido spumante Trento DOC, il Methius riserva ottenuto da uve chardonnay e pinot nero , anch’esso creazione dell’enologo Paternoster. L’annata assaggiata è stata il 2005 che ci ha fatto scoprire un prodotto di buona presa e struttura dai profrumi intensi ed evoluti con sentori ben definiti di crosta di pane.

Birra: La Theresianer di Trieste sul podio più alto feb 04

Per una volta non parliamo di vino, a noi piace parlare delle cose buone e dei prodotti di qualità e quindi per una volta parliamo di birra perchè…..lo sapevate che la birra migliore al mondo è italiana? ebbene si, vi potrà sembrare strano ma è proprio cosi, questo almeno è quanto stato decretato al “Chicago 2009 World Beer Championship”,  che si è svolto nel dicembre scorso negli Stati Uniti e che non è altro praticamente che il Campionato del mondo delle birre, rassegna a cui partecipano tutte le birre  ed i birrifici più importanti ( oltre 5000!!!) e dove una giuria di esperti attribuisce premi e riconoscimenti, medaglie d’oro, d’argento e di bronzo che vanno a certificare genuinità e qualità. La parte del leone, quest’anno l’ha fatta il birrificio Theresianer di Trieste che…. nella categoria delle “birre rosse” e nella categoria “birre Pilsner” ha vinto in entrambi i casi la medaglia d’oro rispettivamente con la “Vienna” e con la sua “Pils” e ha vinto anche una medaglia d’argento con la “Lager”. La Theresianer è riuscita con merito e costanza nell’impresa che già nel passato aveva sfiorato, quella di salire sul gradino più alto del podio a conclusione di un percorso svolto negli anni alla ricerca della qualità. Questo birrificio ha origini antichissime che risalgono addirittura  al 1766 e prende il nome dall’allora Imperatrice dell’impero austro-ungarico Maria Teresa, regno sotto cui, all’epoca apparteneva appunto la città di Trieste. In tempi molto recenti gli impianti di produzione sono stati spostati a Susegana (TV) dove i tecnici ed i mastri birrai della nuova proprietà (La società Hausbrandt, quella del caffè per intenderci), hanno lavorato al meglio per il raggiungimento di questo risultato. Non solo vino ma da oggi anche la birra tra i prodotti in vetrina a testimonianza dell’eccellenza italiana nel settore enogatronomico.

Il barbera “Brentura” 2007 dell’azienda Erede di Nizza Monferrato gen 20

Torniamo all’antico ed a quasi un anno esatto dal nostro esordio, torniamo a parlare di Barbera e di Nizza Monferrato. Lo facciamo presentandovi un altro gran bel vino di quella  terra cosi generosa, prodotto da una azienda che con i suoi 10 ettari e le sue 30.000 bottiglie rappresenta una piccola ma significativa realtà della zona; Il vino è  Il barbera di Nizza Monferrato “Brentura” 2007 e l’azienda è Erede di Chiappone Armando. Siamo in presenza di una barbera nella sua versione più classica dove si vede e si sente la passione di chi, come l’enologo di famiglia Daniele Chiappone, è nato e cresciuto da queste parti ed ha, come è giusto che sia, un amore viscerale per il vino simbolo del territorio, la barbera di Nizza Monferrato appunto. Si presenta alla vista di un bel colore rosso rubino brillante con una unghia ancora sul viola porpora. All’analisi olfattiva si percepiscono intensi sentori ben sviluppati e fragranti di frutta di sottobosco come mora e lampone. In bocca è aciutto, pieno ed armonico il tutto meravigliosamente supportato da una corretta vena acida, tipica di questo vino che lo rende, di facile e piacevole beva, l’affinamento poi di 12 mesi in vasche d’acciaio lo completa ulteriormente. Stiamo parlando della classica bottiglia che se non stai attento rischi di finirtela senza accorgertene…L’azienda oltre al Brentura  produce una ristretta ma ottima gamma di altri prodotti tutti rigorosamente espressione tipica del territorio come la barbera “Ru” che viene affinato per 12 mesi in piccole botti di legno, una freisa, un grignolino ed un dolcetto oltre ad una inusuale ma accattivante barbera “chinata” dai sentori speziati ed intensi ideale per il dopocena.

Speciale Vinovagando: “Bollicine su Trento” nov 20

Ritorna l’appuntamento con “Bollicine su Trento”, la manifestazione dedicata al TRENTODOC, organizzata dalla Camera di Commercio di Trento che dal 26 novembre al 13 dicembre 2009 animerà le sale dell’Enoteca provinciale del Trentino a Palazzo Roccabruna, con eventi enogastronomici, degustazioni e approfondimenti all’insegna dell’eleganza e dell’esclusività del metodo classico trentino.
Il 26 novembre la cerimonia di inaugurazione darà il via ad un programma ampio e ricco di appuntamenti, che accompagnerà appassionati e curiosi in un viaggio alla scoperta di uno dei prodotti di punta della vitivinicoltura nazionale.

Nello stesso periodo la città di Trento sarà animata dai tradizionali Mercatini di Natale: la magia di questo periodo trova così nelle bollicine del TRENTODOC l’abbinamento più suggestivo. Non finisce qui, perché per tutto il periodo natalizio, fino al 23 dicembre, i locali aderenti alle Strade del Vino e dei Sapori di Trento-Valsugana e della Vallagarina continueranno ad offrire ai propri ospiti dei momenti di incontro con il TRENTODOC, in alcuni casi alla presenza dei produttori(www.stradedelvinodeltrentino.it).

Altra novità di quest’anno sarà rappresentata dalla partecipazione alla manifestazione di numerosi bar e ristoranti della città. Venerdì 27 novembre, in 27 locali sarà presente uno dei produttori di TRENTODOC per far degustare il proprio gioiello. Sarà un grande brindisi collettivo che si innalzerà da tutti i locali per salutare “Bollicine su Trento 2009”.
Non mancheranno poi i laboratori che faranno scoprire al pubblico tutti i segreti delle bollicine di montagna: dai brut ai millesimati, dalle grandi riserve ai rosati. Da non perdere…

La nuova stagione dei vini di Montalcino nov 05

Nei giorni scorsi abbiamo avuto la fortuna di partecipare ad una degustazione che vedeva una ricca e molto interessante selezione dei vini espressione della terra di Montalcino. In assaggio le aziende hanno presentato il proprio  Rosso di Montalcino annata 2007 e il  proprio Brunello di Montalcino annata 2004. Ovviamente come succede in queste occasioni non potevamo assaggiare tutto essendo ben oltre la trentina le aziende presenti ma non ci siamo fatti sfuggire l’occasione di fare qualche assaggio particolare. Come ben sapete  è sempre stata nostra abitudine privilegiare le piccole cantine poco conosciute, per dare loro una vetrina e farsi conoscere anche se a onor del vero dobbiamo riconoscere che la realtà di Montalcino non vede, ad eccezione di un paio di nomi, aziende particolarmente grosse. Tornando alla nostra degustazione….la prima segnalazione che vi proponiamo è per l’azienda San Lorenzo, che già in precedenza,  avevamo citato nella nostra “diretta” durante i giorni di Vinitaly e che per entrambe le tipologie ha presentato due ottimi prodotti, di ottima bevibilità e freschezza il rosso, con sentori di ciliegia matura e con note molto gradevoli di morbida vaniglia, al palato si presenta molto morbido ed equilibrato con un tannino davvero gradevole e non agressivo. Anche il loro Brunello 2004 ci ha notevolmente impressionato per struttura ed eleganza, con sentori ben svolti ed intensi di frutta appassita  e per la sua davvero lunga persistenza al palato. Continuando la nostra carrellata vi vogliamo segnalare anche il Brunello 2004 dell’azienda San Giacomo, questa è davvero una microazienda a conduzione familiare che produce davvero poche migliaia di bottiglia, il loro vino si è fatto notare per persistenza ed equilibrio risultando, a nostro giudizio,  davvero uno dei migliori in assoluto. Terza ed ultima segnalazione per questa categoria va all’azienda agricola Talenti, il loro Rosso di Montalcino 2007 si è contraddistinto  per la sua pulizia e piacevolezza, di buona sapidità e persistenza. Infine non possiamo non citare il Moscadello di Montalcino Vendemmia Tardiva 2006 dell’azienda agricola Capanna che con i suoi meravigliosi dolci profumi di miele, zafferano e frutta appassita ha rappresentato una davvero degna conclusione di serata.