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Archive for 2009

Da Antony & The Johnsons a Jack White, ecco i re degli anni Zero dic 31

Jack White Si fa presto a dire un decennio: ma per la musica leggera è un’eternità. Si alternano le tendenze, spuntano cantanti e altri ritornano, scoppiettanti fenomeni di vendita segnano un’estate e poi evaporano subito. Qual è stato il disco degli anni Zero, in Italia e all’estero? E il personaggio rivelazione? Di sicuro colpisce la fluidità del mercato ma non quello dei concerti, dove come sempre dominano Rolling Stones, Madonna, U2 e, qui da noi, Vasco Rossi esattamente come vent’anni fa. Le classifiche invece sono state un tourbillon più del solito. Nei Novanta hanno regnato il grunge e il rap nel mondo anglosassone mentre in Italia c’era una canzone d’autore ancora incerta su quale strada prendere. Invece gli ultimi dieci anni sono stati (per fortuna) più vari ma non necessariamente migliori. Il rap è sempre meno gangsta (alleluja), l’r&b è esploso dilagando ovunque, il rock è ritornato roll e gli italiani sono diventati da esportazione perché, ebbene sì, l’Italia oggi ha alcune corazzate come Bocelli e la Pausini che all’estero ce le invidiano. Comunque, se si guardano le classifiche di inizio Duemila, oggi i desaparecidos sono un esercito, da Ricky Martin agli Eiffel 65, e l’armata dei dimenticati è stata frullata dal web, che è un gigantesco generatore di entusiasmo ma anche di oblio. Insomma, il bilancio è che la musica non è mai stata così bene - nella storia dell’umanità non se ne è mai ascoltata così tanta ovunque - mentre la creatività e l’industria hanno il fiatone. Infatti Mogol, uno che se ne intende perché è il re degli autori musicali, dice che «non c’è molto che mi abbia colpito in particolare. Sì, Jovanotti e Tiziano Ferro. Ma negli anni ’70 e ’80 ci sono stati molti più capolavori». Così, tra i musicisti del Duemila vota Gianni Bella perché «anche se lavora in parte anche con me, la sua opera ha un valore mondiale. Comunque talvolta sento canzoni di grande fascino anche di altri cantanti». Chi negli ultimi anni ha ascoltato migliaia di brani è stato Gianmarco Mazzi, che sta per iniziare il suo quinto Festival di Sanremo da direttore artistico musicale. Per lui, i protagonisti italiani sono i Negramaro di Mentre tutto scorre perché «hanno mantenuto le promesse e sono riusciti a influenzare una generazione di band». Il suo disco internazionale preferito è Back to black di Amy Winehouse, mentre i personaggi di questi anni sono i Black Eyed Peas, «capaci di essere un fenomeno mondiale». Anche Mara Maionchi ha le idee chiare e impiega soltanto un attimo a dire Tiziano Ferro. D’accordo, lei è stata il suo talent scout però è indubbio che, come spiega, «anche se i dischi di Vasco Rossi hanno ribadito la sua creatività, l’album Rosso relativo di Tiziano del 2001 è stata una novità assoluta». Poi in questo decennio hanno lasciato un’impronta determinante anche i Coldplay di Parachutes e pure Lady Gaga, che è una pivellina appena esordiente ma «ha delle potenzialità enormi: sa comporre le proprie canzoni e potrebbe ancora migliorare». E difatti molti dicono che sarà la regina del prossimo decennio. Molto rock, come è giusto, il direttore di Rolling Stone, Carlo Antonelli, che incorona i Radiohead di Kid A e Amnesiac, Jack White dei White Stripes e Tiziano Ferro perché «ha un incredibile talento». Ma non sceglie nessun disco italiano. Anche Nicoletta Deponti, una delle più grandi deejay italiane con 5 Telegatti e una Grolla d’Oro come miglior conduttrice, prima di andare in onda su Rtl 102.5 spiega che Tiziano Ferro non ha bisogno di presentazioni ma, negli anni Zero, «Laura Pausini si è consacrata ed è diventata una regina internazionale». Tra i dischi sceglie Parachutes dei Coldplay e Mentre tutto scorre dei Negramaro, anche se «Safari di Jovanotti è un gran bel disco». Idem per Claudio Cecchetto, da trent’anni fior di produttore musicale: «Safari è quello che tutti si aspettavano da un grande come Lorenzo Jovanotti: è una star di rilievo internazionale e quel cd è rimasto due anni in classifica, mica roba da tutti. Mentre il disco internazionale che mi ha più impressionato è stato l’ultimo dei Black Eyed Peas, The E.N.D.: ha dimostrato di saper divertire tutto il mondo e che la musica del futuro prenderà più spunti dal passato che dal presente». Tra i personaggi, lui sceglie Tiziano Ferro perché «ha sconvolto tutto e anche come autore per Giusy Ferreri ha dimostrato di avere una marcia in più». Infine Rudy Zerbi, presidente della Sony Music e golden boy della discografia italiana: «Scelgo Antony & The Johnsons di I am a bird now, dopo Morrisey e David Sylvian sono quelli che nel tempo mi hanno emozionato di più. Gli italiani? Tiziano Ferro per le mille cose che ha fatto e Soundtrack di Elisa, con almeno dieci delle più belle canzoni italiane del decennio». Insomma, evviva: ecco la classifica degli anni Zero. Ora, volendo, non resta che aprire la porta al futuro.

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Speciale feste: i vini per il cenone di Capodanno dic 30

Settimana scorsa ci siamo divertiti a suggerirvi qualche vino da abbinare alle più classiche tra le ricette per il pranzo di Natale. Ovviamente non potevamo non fare la stessa cosa quando mancano pochi giorni se non addirittura ore al cenone di Capodanno. A proposito: su Pronto in Tavola trovate un menù completo e su Fiori&Foglie ci sono i suggerimenti per decorarla! Ma torniamo a noi e ai nostri amati vini. Cominciamo con gli antipasti. Alle classiche tartine con gamberi e gelatina andremo ad abbinare uno spumante leggero come il Prosecco. In questo caso vi consigliamo il Rive di San Florano dell’azienda Nino Franco di Valdobbiadene TV), vino che per eleganza, struttura e profumi ben si accompagna al nostro piatto. Per quanto riguarda il primo vi proponiamo due vini molto diversi tra loro ma ugualmente perfetti a nostro giudizio con la pietanza da noi scelta ovverossia gli scampi alla salvia dove nel bicchiere potremo versare o del Moscato giallo secco oppure anche un più classico Vermentino di Gallura, in entrambi i casi la presenza aromatica della foglia di salvia ben si sposa con i vini sopra indicati. Le nostre selezioni sono per il moscato giallo secco dell’azienda Luigi Spagnolli di Isera (TN), e per il secondo abbinamento la nostra scelta va sul Karenzia, vermentino superiore di Gallura della cantina sociale del Giogantinu di Barchidda (SS). Per la seconda portata abbandoniamo completamente il pesce e buttiamoci sulla carne dove ad un filetto di maiale in crosta potremo degustare un rosso di medio corpo e non troppo profumato ma mollto elegante e fine come il lagrein trentino dell’azienda Maso Bergamini di Cognola (TN). Tradizione vuole che a all’ultimo dell’anno, passata la mezzanotte non ci si possa proprio esimerci dal cotechino che andremo a consumare in compagnia di numerose lenticchie, perchè si dice che porti bene…..In questo caso la nostra scelta cadrà inevitabilmente su un vino rosso frizzante come è il raboso  ” Fiore”dell’azienda Paladin di Annone Veneto (VE), che con il suo gradevole “petillant” ci aiuterà a sgrassare la bocca e ad apprezzare ancor di più il nostro salume. Concluderemo il nostro cenone in maniera imperiale dove al classicissimo tiramisù accosteremo un vino davvero sontuoso come il moscadello di Montalcino vendemmia tardiva dell’azienda Capanna a Montalcino (SI), che con le sue importanti e penetranti note agrumate sarà un perfetto abbinamento per il nostro dolce. Auguri a tutti.

Cenone di Natale: qualche consiglio…. dic 23

Visto il periodo e la ricorrenza, anche noi non potevamo esimerci dal dare qualche suggerimento per qualche vino da abbinare ai tradizionali piatti per il cenone di Natale. Partiamo con gli antipasti dove la tradizione propone il cocktail di gamberetti, in questo caso andremo ad abbinare una “bollicina”, ovverossia uno spumante che pulisce e deterge vista anche la presenza della maionese la cui grassezza e digeribilità verrà mitigata proprio dal nostro vino spumante.   La ribolla spumante Brut dell’azienda agricola “Maurizio Zaccomer” di Nimis (UD), a nostro parere rappresenta l’abbinamento ideale. Per quanto riguarda il primo piatto e facendo tesoro della tradizione la nostra scelta non può che cadere sui tortellini in brodo  di cappone, in questo caso la scelta cadrà su un vino rosso, giovane e poco tannico come è il gutturnIo vivace dell’azienda agricola “Santa Giustina” di Pianello Valtidone (PC),   anche in questo caso un vino leggermente frizzante ci aiuterà a contrastare e quindi ad assaporare meglio il nostro piatto di tortellini cotti in un brodo “grasso”, una buona alternativa può essere anche  il lambrusco “Concerto” dell’azienda Medici Ermete di Villa Gaida di Reggio Emilia (RE). Il nostro filone è la tradizione e per quanto riguarda il secondo piatto la nostra scelta non poteva non cadere su una altro classico piatto dell’italica cucina e cioè sulla Faraona farcita all’arancia, qui la scelta si presenta più complessa e difficile vista la presenza di un frutto agrume che rende il tutto più complicato. In questo caso lo potremo abbinare o uno Pinot bianco altoatesino ed in questo caso vi consigliamo quello dell’azienda “Castel Sallegg” di Caldaro (BZ) oppure uno vino tradizionale ma non troppo aromatico  quale potrebbe essere lo Chardonnay “Vintage” dell’azienda Barollo di Peganziol (TV). Infine per il dolce optiamo per il classicissimo panettone farcito di crema pasticcera,  qui l’abbinamento d’obbligo non potrà che non essere un vino dolce, per non parlare dell’ormai stranoto e scontato moscato la nostra segnalazione va al vinsanto  toscano ”San Torpè” 2004 dell’azienda Badia di Morrona di Terricciola (PI), un gran bel bere con il classico dolce di Natale, altro consiglio che ci sentiamo di proporvi è la Malvasia passita di Hauner a Salina (ME), che con i suoi sentori di fichi secchi, datteri e miele ben si addice al nostro dolce.  Nella speranza di avervi dato qualche “dritta” non ci rimane che farvi gli auguri per un bellissimo e meraviglioso Natale con la speranza di avervi reso in questi mesi un utile servizio.

Quando Amici va oltre lo show e fa del bene (vero) dic 06

4497 02Cinquecentotrentamila euro. Proprio così. Sabato li ha raccolti la trasmissione “Amici” di Canale 5 a favore dell’Ail, Associazione Italiana contro le Leucemie. In poco più di due ore. Maria De Filippi ha ospitato il presidente Franco Mandelli, che è un professore gentilissimo e minuto, e subito dopo ha richiesto agli spettatori di inviare un sms. In studio c’era un display sul modello di quelli di Telethon. Ha iniziato subito a fluttuare. Velocissimo. Inarrestabile. In due ore, quasi un miliardo di vecchie lire. Chissà se è un record, magari no. Senza dubbio è un calcio sui denti ai luoghi comuni. “Amici” è una scuola competitiva di musica e danza seguita da un pubblico giovane o giovanissimo che si ritiene sempre più distante dai temi sociali, sempre più annoiato e cinico. Anche le critiche nei confronti di Amici sono dello stesso tenore. E invece. Io ero in studio e, talvolta, più che le vicende del programma, ad affascinarmi era l’impetuoso scorrere delle cifre. I ragazzi in studio cantavano, magari litigavano e intanto la gente mandava sms da casa. Alla fine, una somma enorme per il poco tempo in cui è stata raccolta. Devo dire: mi sono commosso. C’è stato, in quel momento, una grande sinergia, totalmente disinteressata. La platea a casa, qualche volta accusata di essere troppo distratta o menefreghista, ha dimostrato l’esatto contrario. Per me non è stata una sorpresa. Per qualcun altro dovrebbe diventarlo.

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Vignaioli&Vignerons dic 04

Ci sono due ordini di problemi nel mondo del vino oggi giorno. Il primo riguarda la sovrabbondanza della produzione rispetto alla domanda. Il secondo riguarda la sostenibilità ambientale: si usa ancora troppa chimica nelle vigne con gravi danni per il consumatore ma anche e soprattutto per chi ci lavora. Per discutere di tutto questo Slow Food e Regione Toscana hanno organizzato dieci giorni di incontri, convegni, mostre e degustazioni con vignaioli provenienti da tutta Europa.

Il tutto si tiene in Toscana in vari luoghi. Particolarmente interessante la rassegna nei giorni 5 - 6 - 7 - dicembre perché si tratta dei momenti in cui i Vignerons d’Europa si metteranno direttamente a confronto per approfondire le problematiche della sostenibilità ambientale, sociale ed economica della vitivinicoltura. Lunedì 7 dicembre i vini di tutti i vignaioli partecipanti saranno in vendita al pubblico. Un’occasione da non perdere. Tutte le info su www.vignaiolievignerons.it

Ma Susan Boyle è davvero la rivincita dei brutti? nov 30

1 susan boyle 2009Per carità, Susan Boyle ha battuto ogni record. Il suo cd I dreamed a dream è il più venduto di tutti i tempi in Gran Bretagna alla prima settimana di pubblicazione. Più di Michael Jackson. O degli U2. O di Leona Lewis. In più è anche il più prenotato della storia di Amazon.com. Quattrocentodiecimila copie, mica bruscolini. Lei - tanto ormai lo sanno tutti - è la bruttina lanciata da Britain’s got talent, una sorta di talent show che in Gran Bretagna ha fatto ascolti da pacche sulle spalle e da paginate su tutti i rotocalchi. Oddio, gran parte del merito è proprio di Susan Boyle, un tipo timidissimo e sincero che una volta si è lucidamente definita “brutta come un garage”. In effetti. Però ha una gran voce, molto rotonda, intonata, forse azzardata sui registri acuti ma stentorea e ben definita. In questo cd canta un bel po’ di cover e forse le più riuscite, molto più di una anonima Cry me a river, sono You’ll see di Madonna e Wild Horses dei Rolling Stones. Anzi, ques’ultima è così bella che gli Stones hanno deciso di pubblicare di nuovo come singolo la loro versione originale. Dunque, un successo senza precedenti. Naturalmente i sociologi e i tuttologi si sono scatenati sui giornali, sui tg, alla radio, tutti a commentare e a spiegare per quale motivo una sconosciuta sia diventata un eroe nazionale in pochi mesi. Spiegazione ricorrente: è la rivincita del brutto. Susan Boyle è brutta ma è in testa alla classifica e quindi basta con le supervamp, addio alla chirurgia estetica, viva la bruttezza. In realtà forse non è così e Susan Boyle non è la rivincita dei brutti. E’ purtroppo l’eccezione che conferma la regola perché se fosse davvero la rivincita, nessuno perderebbe tempo a sottolinearlo. Susan Boyle sta avendo successo anche perché è brutta, non perché la sua voce batta tutto il resto. Indubbiamente è talentuosa, ha un timbro vivace ed espressivo. Ma ha anche una storia alle spalle che rafforza il personaggio e si adatta benissimo alla matrice televisiva. In un panorama scintillante di bellezze e vacuità, una donna di provincia che sappia cantare bene e prendersi poco sul serio è una rarità che richiama l’affetto del pubblico. E dall’affetto alla “sunpazeia” il passo è breve. Ma non diciamo che questa 48enne di Blackburn rappresenti la rivincita delle brutte: è offensivo per tutti, oltre che per lei. E’ solo la dimostrazione che, come a suo tempo nel circo Barnum, a vincere sono le eccezioni. Ma a durare nel tempo sono purtroppo solo gli altri. Vedremo.

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Speciale Vinovagando: “Bollicine su Trento” nov 20

Ritorna l’appuntamento con “Bollicine su Trento”, la manifestazione dedicata al TRENTODOC, organizzata dalla Camera di Commercio di Trento che dal 26 novembre al 13 dicembre 2009 animerà le sale dell’Enoteca provinciale del Trentino a Palazzo Roccabruna, con eventi enogastronomici, degustazioni e approfondimenti all’insegna dell’eleganza e dell’esclusività del metodo classico trentino.
Il 26 novembre la cerimonia di inaugurazione darà il via ad un programma ampio e ricco di appuntamenti, che accompagnerà appassionati e curiosi in un viaggio alla scoperta di uno dei prodotti di punta della vitivinicoltura nazionale.

Nello stesso periodo la città di Trento sarà animata dai tradizionali Mercatini di Natale: la magia di questo periodo trova così nelle bollicine del TRENTODOC l’abbinamento più suggestivo. Non finisce qui, perché per tutto il periodo natalizio, fino al 23 dicembre, i locali aderenti alle Strade del Vino e dei Sapori di Trento-Valsugana e della Vallagarina continueranno ad offrire ai propri ospiti dei momenti di incontro con il TRENTODOC, in alcuni casi alla presenza dei produttori(www.stradedelvinodeltrentino.it).

Altra novità di quest’anno sarà rappresentata dalla partecipazione alla manifestazione di numerosi bar e ristoranti della città. Venerdì 27 novembre, in 27 locali sarà presente uno dei produttori di TRENTODOC per far degustare il proprio gioiello. Sarà un grande brindisi collettivo che si innalzerà da tutti i locali per salutare “Bollicine su Trento 2009”.
Non mancheranno poi i laboratori che faranno scoprire al pubblico tutti i segreti delle bollicine di montagna: dai brut ai millesimati, dalle grandi riserve ai rosati. Da non perdere…

Ma davvero Steven Tyler va in pensione? nov 10

guitar hero aerosmithFosse vero, sarebbe una brutta sorpresa. Steven Tyler se ne sarebbe andato dagli Aerosmith, avrebbe lasciato la band più famosa d’America e avrebbe in poche parole sciolto i Toxic Twins, i gemelli tossici, la coppia che lui e Joe Perry hanno formato per più di trent’anni. Con enorme successo. Con enormi guadagni. E con enormi sofferenze personali. Ad annunciarlo, con un po’ di vaghezza, è stato il chitarrista Joe Perry: “Dopo essere tornato a casa dal concerto di Abu Dhabi, ho letto online che Steven aveva abbandonato la band. Ho provato a chiamarlo, ma non mi ha risposto. Steven è noto per ste cose, non risponde mai. Ormai so com’è fatto e non me la prendo se non risponde alle mie chiamate, però adesso non so dire se se ne sia andato per sempre, o cosa. Negli ultimi mesi il suo comportamento peggiorava sempre, ma cercavo di non attaccarlo troppo perchè non volevo che un nostro litigio portasse all’annullamento di nuovi concerti. Ora i nostri impegni con il tour sono finiti, e forse è finita anche la nostra collaborazione con lui. Non so altro. Steven non è in contatto con nessun altro della band”. Insomma, Steven Tyler non è il massimo dell’affidabilità ed è forse in una delle sue solite fasi di autoesilio dalla band con cui ha appena strappato un enorme successo con Guitar Hero (foto qui di fianco). Però è anche vero che ha 61 anni e non è più un bambino. Forse non ne ha più voglia. Forse, dopo quarant’anni di stravizi e stratutto, ha semplicemente voglia di andarsene in pensione. Almeno per un po’.

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Shakira ma mi faccia il piacere nov 09

perfettaSì certo, è facile parlare così. L’altro giorno Shakira, che sta promuovendo il suo (bel) cd She wolf, ha detto testuale: “Sono a favore del download illegale perché la musica è un dono e andrebbe regalata, non venduta”. Quando si parla così, delle due l’una: o si prende in giro l’ascoltatore oppure si è semplicemente degli sprovveduti. Shakira non lo è e quindi ha decisamente detto una sciocchezza. Per di più in malafede. Proprio lei dovrebbe sapere che, senza case discografiche, lei sarebbe a spasso oppure molto, ma molto, meno famosa. Proprio lei dovrebbe sapere che le case discografiche danno lavoro a decine di migliaia di persone in tutto il mondo e in questo momento stanno licenziando in libertà proprio a causa (anche) della pirateria. Siamo tutti d’accordo che il rapporto tra major e ascoltatori non è dei migliori. E siamo d’accordo che spesso ci sono state esagerazioni commerciali molto dannose ai danni degli appassionati di musica. Ma ovunque l’arte si paga e si è sempre pagata. Augurarsi il contrario, augurarsi che la musica possa essere distribuita gratis come nel 1945 gli americani facevano con le tavolette di cioccolata, significa volere la fine della musica. Ed è strano che lo dica proprio lei, un’artista Sony che grazie alla Sony viaggia su voli privati e dorme in hotel superlusso. E non mi risulta che la Sony regali i dischi di Shakira. Punto.

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La nuova stagione dei vini di Montalcino nov 05

Nei giorni scorsi abbiamo avuto la fortuna di partecipare ad una degustazione che vedeva una ricca e molto interessante selezione dei vini espressione della terra di Montalcino. In assaggio le aziende hanno presentato il proprio  Rosso di Montalcino annata 2007 e il  proprio Brunello di Montalcino annata 2004. Ovviamente come succede in queste occasioni non potevamo assaggiare tutto essendo ben oltre la trentina le aziende presenti ma non ci siamo fatti sfuggire l’occasione di fare qualche assaggio particolare. Come ben sapete  è sempre stata nostra abitudine privilegiare le piccole cantine poco conosciute, per dare loro una vetrina e farsi conoscere anche se a onor del vero dobbiamo riconoscere che la realtà di Montalcino non vede, ad eccezione di un paio di nomi, aziende particolarmente grosse. Tornando alla nostra degustazione….la prima segnalazione che vi proponiamo è per l’azienda San Lorenzo, che già in precedenza,  avevamo citato nella nostra “diretta” durante i giorni di Vinitaly e che per entrambe le tipologie ha presentato due ottimi prodotti, di ottima bevibilità e freschezza il rosso, con sentori di ciliegia matura e con note molto gradevoli di morbida vaniglia, al palato si presenta molto morbido ed equilibrato con un tannino davvero gradevole e non agressivo. Anche il loro Brunello 2004 ci ha notevolmente impressionato per struttura ed eleganza, con sentori ben svolti ed intensi di frutta appassita  e per la sua davvero lunga persistenza al palato. Continuando la nostra carrellata vi vogliamo segnalare anche il Brunello 2004 dell’azienda San Giacomo, questa è davvero una microazienda a conduzione familiare che produce davvero poche migliaia di bottiglia, il loro vino si è fatto notare per persistenza ed equilibrio risultando, a nostro giudizio,  davvero uno dei migliori in assoluto. Terza ed ultima segnalazione per questa categoria va all’azienda agricola Talenti, il loro Rosso di Montalcino 2007 si è contraddistinto  per la sua pulizia e piacevolezza, di buona sapidità e persistenza. Infine non possiamo non citare il Moscadello di Montalcino Vendemmia Tardiva 2006 dell’azienda agricola Capanna che con i suoi meravigliosi dolci profumi di miele, zafferano e frutta appassita ha rappresentato una davvero degna conclusione di serata.

Nasce Vinum Index, la prima guida “tecnologica” sui vini italiani ott 28

Cosa succede se abbiniamo  la tecnologia al mondo del vino?  Succede che nasceVinum Index, la prima e per il momento unica guida completamente  scaricabile e consultabile da internet e nata da un idea del  Sommelier Stefano Francavilla che ha curato la selezione dei vini presenti in guida e ha redatto i testi presenti in essa ed edita dalla Iann Srl. Al momento è solo  disponibile nella versione per IPhone e IPod Touch di Apple ma per il futuro è prevista l’abilitazione anche per altri applicativi, si compra su ITunes al modico prezzo di € 5,49 e si utilizza senza alcuna connessione ad internet (tutte le informazioni e le immagini sono incorporate nell’applicazione),è internazionale, disponibile in diverse lingue (italiano, inglese, spagnolo, francese, tedesco).  

Vinum Index presenta la sintesi del panorama enologico italiano di eccellenza, considerando il rapporto qualità prezzo e la reperibilità delle etichette. Con Vinum Index avrete un panorama completo su una selezione dei migliori vini italiani (circa 500!!), con dettagli  e fotografie per ognuno di essi. Una volta scaricata l’applicazione vi basterà un semplice click per accedere a tutte le informazioni del vino in questione. Potrete stringere od allargare l’immagine della bottiglia e leggere fedelmente tutti i dati riportati sull’etichetta come se aveste la bottiglia in mano. Vinum Index, a nostro giudizio rappresenta un modo nuovo di entrare in enoteca ed avvicinarsi a quello che è il meraviglioso mondo del vino. Per ogni altra informazione potete connsultare direttamente il sito dedicato che è: www.vinumindex.com