
“SETTEMBRE, UVA E FICO PENDE!” E’ un vecchio adagio che ben descrive il declinare della stagione verso temperature più autunnali, anche se l’autunno vero e proprio non è ancora ufficialmente arrivato: arriverà il giorno di San Maurizio (il 22/09). Il cielo è ancora azzurro, di un bell’azzurro illimpidito dal vento e senza l’afa data dalla calura estiva: in alcune località si apre la stagione venatoria e si inzia la raccolta di frutta di fine-estate. A settembre chi vive in campagna (o ci va nel weekend) va per boschi, o prode di fossi, a raccogliere more: per farne non solo un goloso consumo immediato ma anche una quantità di conserve diverse destinate all’utilizzo invernale. Ma non ci sono solo le more… anzi!
FRUTTA
Pere, mele, uva, le ultime susine e le pesche tardive: e poi nocciole, le prime melagrane, mandorle e fichi, gli ultimi lamponi e, appunto, le more. La prima uva avrebbe dovuto comparire già da un paio di mesi (la lugliàtica) ma asettembre non c’è che l’IMBARAZZO della SCELTA; se il raccolto non ha subito danni dalle tempeste estive, i prezzi dovrebbero essere molto contenuti data l’abbondanza del perìodo. Le varietà di uva da tavola sono tante che si trova sempre il modo di accontentare anche i palati più esigenti: il Moscato è troppo dolce e profumato? Allora si compra l’Uva Regina, lo Zibibbo, l’Uva Italia. Se non van bene neppure queste allora si può scegliere fra Malvasia ed Uva Fragola… e non dimenticate che un bicchiere di spremuta d’uva: al mattino con la colazione, è un supplemento vitaminico preziosissimo!
VERDURA
Melanzane ed insalate tardive, cavoli-verza, spinaci, zucche, sedano, carote e piselli tardivi, prezzemolo ed aromatiche, peperoncini di tutti i tipi. Anche qui è meglio non esagerare cogli acquisti, a meno che non vogliate fare un “pieno” di conserve da utilizzare coi vostri cari “inappetenti”: si, perchè i peperoncini verdi dolci sott’aceto aromatico, ad esempio, sono molto stuzzicanti anche per i più restii a sedersi a tavola. E che dire della verza in agrodolce per insaporire il lesso? Se tornate dalla campagna con un mazzo profumato di basilico, potete trasformarlo immediatamente in un attimo pesto alla genovese: sarà utilissimo non solo su pasta e gnocchi, ma anche per condire, ad esempio, un minestrone un po’ “sciapo”.
PESCI
In questo periodo il pesce d’acqua dolce da il meglio di se: molto delicato (e non solo in frittura) può essere sfilettato, insaporito nel burro, spruzzato di vino bianco e, una volta evaporato (se volete stupire chi è a tavola con voi), coperto di besciamella e lamelle di tartufo! Poi a gratinare in forno… e via! Se non vi piace la besciamella, potete ricoprirlo con una purea di funghi al pepe verde: provare per credere! Trattate così lucci, pesci persici o trote, e farete un figurone, anche se la materia prima non è che una trotella acquistata al supermercato sotto casa!
CARNE
Pollame novello, vitello, porchetta giovane, quaglie, lepri e tutta la selvaggina di pelo/piuma: pur essendo figlia di cacciatore non amo la caccia, ma sono anche una buongustaia e ricordo con nostalgia le folaghe che consumavamo in autunno. Qui c’è davvero da sbizzarrirsi, sia in cucina che con le conserve! A proposito: ricordate che cuore, fegato e rognoni delle vostre prede sono SQUISITI se TRIFOLATI!
Giovanna Motta