Posted the 7th febbraio 2012 in the category Movida, Salute e Benessere by admin.
Tags: Benessere, Obiettivo benessere
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Ed eccoci al solito appuntamento con le gustose ricette di Chiara Maci, la blogger di Sorelleinpentola, che ci aiuta ad iniziare la settimana con il “piatto” giusto. Ed ecco una proposta che non solo farà felice il palato, ma accontenterà anche l’occhio dei vostri ospiti, abbinando due gusti particolarissimi, quello deciso e ferroso del carciofo con quello morbido del salmone affumicato. Il tutto da preparare in pochi minuti usando i fondi già puliti!
FONDI DI CARCIOFI CON ROSELLINE DI SALMONE AFFUMICATO
Ingredienti: per 4 persone
4 fondi di carciofo (o se prefite di più).
4 fette di salmone affumicato
olio evo
sale
uno spicchio d’aglio
prezzemolo
In una padella fate rosolare uno spicchio d’aglio con l’olio evo. Aggiungete i fondi dei carciofi già puliti e coprite di acqua, sale e prezzemolo. Fate stufare finchè i fondi non diventino teneri.
Servite il fondo al centro del piatto con il sughetto di cottura e la rosa di salmone.
Un piatto semplice, economico, veloce e soprattutto gustosissimo.
Posted the 6th febbraio 2012 in the category Movida, Pronto in tavola by Daniela.
Tags: finger food
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Dietro le quinte del successo planetario di ‘Google’ c’era anche un italiano, il professor Massimo Marchiori, che in questi anni ha inventato e creato, assieme a suoi studenti, un nuovo motore di ricerca pronto a lanciare una piccola-grande sfida al colosso americano. Si chiama ‘Volunia’ e verrà presentato lunedì 6 febbraio nell’archivio antico del Bo, la sede dell’università di Padova. Ci sarà anche la diretta streaming dalle 12. (http://www.unipd-cmela.it/volunia/).
Quando Marchiori ispirò Page
Marchiori nel 1996 ideò ‘Hyper Search’, un motore di ricerca che basava i risultati non soltanto sui punteggi delle singole pagine, ma anche sulla relazione che lega la singola pagina col resto del web. Questo lavoro venne citato nell’articolo in cui è stato formulato l’algoritmo ‘PageRank’, uno dei parametri principali su cui Google ha costruito le proprie fortune. Tutto era nato dalla presentazione del progetto di Marchiori alla conferenza mondiale ‘World Wide Web’ a Santa Clara in California (1996), alla quale era presente Larry Page, allora giovane studente della Stanford University, che un anno dopo assieme a Sergey Brin fondò il più celebre search engine del mondo.
Il protagonista e il finanziatore
“Quello che presenterò lunedì non è un semplice motore di ricerca, un semplice miglioramento di ‘Google’, ma qualcosa di nuovo, di diverso che con ‘Google’ finora non si riesce a fare”, ha dichiarato Marchiori, che ha aggiunto:“Da quando ho fondato una piccola società, una start-up battezzata ‘Volunia’ come il mio nuovo motore. Il segreto sta nello slogan che ho scelto per lanciarlo: cerca e incontra.Le due parole racchiudono e spiegano tutti i significati delle nuove capacità che entro cinque anni saranno normali funzioni di tutti i motori di ricerca, da ‘Google’ a ‘Yahoo’”. Volunia Italia Srl è una società tutta italiana finanziata in particolare da Mariano Pireddu, imprenditore sardo con una ventennale esperienza nel mercato delle telecomunicazioni e di internet.
Armando Acri
Posted the 5th febbraio 2012 in the category Movida, Tecnologie by admin.
Tags: techblog
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E’ una preparazione gustosa, raffinata, e ottima come portata tuttofare: è un piatto unico ricco e saporitissimo, adatto a pasta di misure piuttosto grossa. Qui è dosata per i “lumaconi”, grossa pasta rigata d’origine campana che è tornata di moda , di recente, anche nei piatti dei ristoranti più “in”. Preparata con asparagi e acciughe, è davvero buona!
Sono costosi e non piacciono a tutti: parlo degli asparagi. Ma che facciano bene alla salute è fuori discussione: contengono manganese, fosforo, calcio, vitamine A e B, e sono adattissimi a chi deve perdere peso. Infatti apportano solamente 25 calorie per 100 grammi e non contengono colesterolo. Stanno sulle nostre tavole da circa 4mila anni ma non li dimostrano. Sapete che ne esistono di diversi colori? Bianchi, rosa e violetti, oltre agli asparagi verdi che tutti conosciamo. E qui, in 20 minuti, riescono a farsi cuocere al vapore per poi lasciarsi preparare in modo molto gradevole: per un primo piatto da provare!
PASTA CON GLI ASPARAGI
DOSI per 4 PERSONE:
Gr.500 di pasta grossa (io uso i “lumaconi”)
Kg.1 di asparagi
3 cucchiai di scaglie di parmigiano
1 pugno d’erba cipollina trita
4/5 filetti d’acciuga
2 tuorli d’uova sode
1 cucchiaino di senape e 2 cucchiai di succo di limone
Olio d’oliva, sale, brodo di verdura, tabasco (se piace) q.b.
Preparazione
Pulite e lavate gli asparagi, privandoli della parte più dura; salateli e cuoceteli a vapore nel loro cestello. Appena cotti, allargateli sopra un piatto e lasciateli intiepidire. Preparate l’intingolo frullando i filetti d’acciuga coi tuorli, il succo di limone, la senape e qualche goccia di tabasco: otterrete una crema omogenea cui unirete un filo d’olio, sempre mescolando. Se risultasse troppo densa, diluitela con un poco di brodo vegetale.
Mettete i lumaconi a cuocere in acqua bollente salata. Tagliate le punte degli asparagi e riducete il resto dei gambi a tocchetti: riunite quest’ultimi in una terrina e conditeli con l’intingolo e le scaglie di parmigiano. Scolate la pasta al dente e porzionatela nei piatti di portata: condite con la salsa, coprendo il tutto con le punte d’asparagi e cospargendo di erba cipollina sminuzzata. Servite subito: questo sugo va assolutamente consumato al momento, e non può essere conservato ne’ surgelato.
Giovanna Motta
Posted the 3rd febbraio 2012 in the category Movida, Pronto in tavola by Daniela.
Tags: asparagi, pastasciutta, ricetta
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Da giorni arrivavano messaggi disperati via Twitter. Alla fine, Sinead O'Conner ha tentato il suicidio. A darne notizia è l'Huffington Post secondo cui la cantante irlandese è stata ricoverata mercoledì sera a Dublino per un'overdose di farmaci . La 45enne star di "The Nothing Compares 2 U", ha avuto una depressione e nel 2003 le è stata diagnosticata una sindrome bipolare, come lei stessa ha raccontato nel 2007 (all'Oprah Winfrey Show). Aveva poi già tentato il suicidio il giorno del suo 33esimo compleanno, l'8 dicembre 1999.
E ora la nuova bruttissima storia. Sinead aveva pubblicato sul suo profilo di Twitter una supplica ai suoi fan perché l'aiutassero a trovare un sostegno psichiatrico. "Realizzo che sarò nei guai nel fare ciò, ma l'Irlanda è un posto molto difficile per trovare aiuto. Così, dopo aver cercato prima con altri mezzi, ora chiedo se qualcuno conosce uno psichiatra a Dublino o a Wicklow (la contea nell'area della capitale irlandese in cui vive la cantante, ndr) che possa vedermi urgentemente oggi? Sto davvero male e sono in pericolo", aveva confusamente scritto in un tweet.
Sinead era tornata di recente tornata con il quarto marito, il terapista irlandese Barry Herridge, che aveva conosciuto proprio grazie a Twitter. I due si erano sposati l'8 dicembre a Las Vegas ma dopo 16 giorni Sinead aveva deciso di rompere la relazione. Secondo indiscrezioni la cantante sarebbe andata in overdose proprio durante la prima notte di nozze.
http://affaritaliani.libero.it/entertainment/sinead-oconnor-120112.htmlPosted the 3rd febbraio 2012 in the category Curiosità, Gossip, Movida by admin.
Tags: Cantanti
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Lo so, dovremmo tutti metterci a dieta, sgonfiarci e perdere centimetri di girovita (e non solo); però dobbiamo anche fare i conti col nostro sviluppatissimo senso del gusto e col nostro palato esigente… Nonchè la scarsità di tempo da trascorrere ai fornelli! Beh, questa ricetta fa proprio al caso nostro, soprattutto con la neve fuori dalla finestra, la polenta è irrinunciabile e con il micro, è pronta in un baleno!
Apporta solo 250 kcal a porzione: è incredibile, ma vero. Sono, lo ammetto, porzioni non troppo abbondanti: ma il mio motto è “POCO MA BUONO”, ossìa preferisco gustarmi qualcosa che mi piace senza esagerare con le dosi piuttosto che abbuffarmi con qualcosa di stucchevole, che non mi piace, ma che è ipocalorico al punto più …giusto! E allora faccio così…
POLENTA PASTICCIATA AL MICRO
Dosi per 4 persone:
Gr.280 di farina gialla
Gr.100 di fontina valdostana DOC
Gr.900 d’acqua
Sale q.b.
Preparazione
Munitevi di una ciotola di vetro piuttosto grande, quelle appositamente studiate per l’uso in microonde: in essa scaldate l’acqua per 5 minuti, facendo funzionare il vostro micro alla massima potenza. Versatevi a pioggia la farina ed il sale, mescolate bene con un cucchiaio di legno, re-infornate e fate cuocere (sempre a potenza piena) per circa 8 minuti. Ri-mescolate per bene e poi rimettere a cuocere per altri 5 minuti circa.
Sfornate ed aggiungete la fontina tagliata a fettine: mescolate nuovamente con molta cura perchè il formaggio possa cominciare a sciogliersi. A questo punto tornate a cuocere per altri 3 minuti circa.
Fate poi riposare il tutto per altri 2 minuti: poi, se vi piacciono gli effetti scenografici, potete versare il tutto sopra un rusticissimo tagliere di legno o scodellare in 4 taglierini monoporzione.
Giovanna Motta
Posted the 2nd febbraio 2012 in the category Movida, Pronto in tavola by Daniela.
Tags: DELIZIE AL MICROONDE, polenta, ricetta
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Dopo due giorni di febbre mi sono decisa: vedevo la mia gattina nera scrutare la neve e i passanti e, guardando anche io dalla finestra la città colma di neve e tanti strani personaggi deambulanti simili ad astronauti, non potevo più resistere, mi sono infilata in macchina e ho fatto un giro.
I gatti e gli animali hanno quel quid in più; la gatta aveva ragione, il mondo è spesso strano. Per fortuna la temperatura – almeno la mia – era scesa, perché vedendo certi horror comici avrei rischiato il ricovero…
Care signore e signorine, anche l’inverno più rigido non può rischiare di trasformarvi nei sosia dell’omino di una nota marca di pneumatici!!!! Basta mettere un paio di scarponcini, calzettoni non visibili dallo scarponcino, per evitare l’effetto bicolore o orribili rigonfiamenti sopra la caviglia, calze pesanti o leggings e un mini abitino di lana che sfoggerete corredato magari da una cinturina, una volta tolto il cappottone di maglia, o la pelliccia, ecologica o vera, scegliete pure voi a secondo la vostra filosofia di vita.
Non devono mancare guanti in tinta; optate per quelli lunghi sino al gomito, ma di lana, una sciarpa lunga e, se detestate l’ombrello come me, un delizioso cappello, per il quale potrete sbizzarrirvi, perchè in quel settore non c’è che l’imbarazzo della scelta. In questo modo eviterete l’effetto cipolla – kg di maglioni messi uno sopra l’altro, come se vi foste svegliate all’improvviso scappando dallo Yeti – vi toglierete il cappotto e potrete anche fermarvi a sorseggiare un aperitivo o una bevanda calda con gli amici o il partner, evitando anche l’effetto sauna!
Oppure scegliete un cappotto termico con cappuccio incorporato e un delicato chignon finto spettinato o una vezzosa coda di cavallo, fermata da un nastrino bianco in omaggio ai fiocchi che cadono. Volete mettere questa soluzione al posto di vedere in giro, sotto la neve, donne simili a giocatori di football americano, con spalline-o spallone- che farebbero invidia ai costumi della Carrà anni ’80?
Sono scesa per acquistare un libro e ho urtato un pupazzo di neve… No, era una signora! L’ho riconosciuta dal naso, era diverso dalla carota arancione che solitamente viene messa sui pupazzi! Sono entrata in un negozio e sono stata spinta da un astronauta tutto bianco, forse rubato allo spot di Aldo Giovanni e Giacomo in tintoria prima di esplodere nel giubbotto-piumino appena lavato. Poi mi sono presa una pausa caffè e ho deciso di prolungare l’uscita per un aperitivo e il mio piede è stato schiacciato da un cane… ah no… era una scarpa pelosa da montagna alta quota, perché alcune signore non capiscono che, se devi uscire la sera, sotto la neve, puoi anche acquistare on line un accessorio per gli scarponcini o le scarpe, molto in voga negli States, che protegge e isola da neve e pioggia e che, una volta entrate nel locale, viene tolto, evitando l’uso, almeno in città, di questi maxi pelosi.
Chi non rinuncia ai suoi stivali con il tacco, poi, può decidere di portarli in una borsetta fashion e di cambiare le scarpe prima di entrare nel locale dell’appuntamento con il partner o le amiche; non si puo’ certo rinunciare ad uscire con un’atmosfera cosi’ romantica, diciamolo, degustando una cenetta o un calice mentre la neve scende, oppure, una volta usciti dal locale, rotolarsi nella neve insieme all’amato bene…volete mettere rotolarsi con una donna curata seppur coperta per il freddo, o con un bipede femmina a piu’ strati che, se lasciato andare, potrebbe trasformarsi in una piccola slavina da città?
Per tossire o soffiarvi il naso, infine – mai in pubblico – usate solo fazzoletti di cotone; quelli di carta, oltre a non essere assolutamente chic, soprattutto per chi, in questo periodo, ha un forte raffreddore, rischiano di irritare mucose e naso. Il Natale è passato e per essere scambiata per un elfo con un naso a forma di pallina rossa dell’albero, c’è tempo sino a Natale 2012!
Posted the 2nd febbraio 2012 in the category Movida by Daniela.
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Posted the 2nd febbraio 2012 in the category Movida, Salute e Benessere by Daniela.
Tags: Non solo dieta
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No, non ho sbagliato rubrica! Lo so, non è questo il luogo per disquisire sul nostro sport nazionale: vorrei però evidenziare una circostanza piuttosto curiosa che mette in relazione la forma del pallone con un secondo piatto antico come il mondo, il polpettone, in versione… toscana!
La ricetta del polpettone, si dice, è vecchia come il mondo: o meglio, risale a quel momento storico in cui un nostro antenato si trovò degli avanzi in cucina, e dovette inventarsi (impararando il più rapidamente possibile) l’arte del riciclo. Di millennio in millennio, di riciclo in riciclo, l’umanità ha potuto ampiamente sperimentare quanto si possa fare per evitare sprechi, e non solo: anche quanto la nostra fantasia possa accorpare sostanze apparentemente differenti e ricavarne nuovamente non solo una vivanda mangiabile, ma anche piacevole. E’ il caso della nostra PALLA, ricetta toscana: fiorentina, per l’esattezza. Proviene, cioè, da quella splendida città dove si vuole nascesse, in fine secolo XV°, il GIOCO DEL CALCIO… Chissà, forse è per questo che è un polpettone ROTONDO! Questa è una delle tante preparazioni-riciclo mai come ora all’avanguardia!Siamo in tempi di crisi: ma se tale dev’essere, cerchiamo che sia ANCHE GUSTOSO!
POLPETTONE ALLA FIORENTINA
Dosi per 4 persone:
Gr.700 di fesa di vitello tritata
Gr.100 di prosciutto crudo toscano (anch’esso finemente trito)
Mezza cipolla bianca
Sedano
1 pugno abbondante di foglie di prezzemolo
2 uova intere
Succo di 1 limone
Gr.50 di burro
Olio toscano, sale/pepe nero, farina, noce moscata q.b.
Preparazione
Amalgamate bene la carne con uova, prosciutto, un poco di noce moscata, sale/pepe. Potete anche riutilizzare carne bovina avanzata dal lesso del giorno prima: dopo averla tritata, ammollatela per circa mezz’ora nel latte intero. Ciò la renderà più morbida: non scordate, però, di scolarla per bene! Trasferite il composto sopra un piano di lavoro e, con le mani appena inumidite, dategli la forma di una grossa palla, infarinando il tutto generosamente.
Mettetela da parte e tritate finemente tutte le verdure, avendo cura di togliere i filamenti al sedano: in un largo tegame, rosolatele tutte col burro ed un poco d’olio. Quando saranno dorate, unite la vostra PALLA ben infarinata E LASCIATE DORARE ANCHE LEI: stemperate in mezzo bicchiere d’acqua calda 2 cucchiai da té di farina, e bagnatela con quella. Portate ad ebollizione poi coprite, abbassate la fiamma al minimo e lasciate cuocere per circa 40/45 minuti. A cottura ultimata, levate il polpettone dal tegame: unite il succo di limone al fondo di cottura e lasciatelo sul fuoco ancora per qualche minuto, affinchè si restringa un poco. Affettate il polpettone caldo sul piatto di portata, irrorandolo col suo sughetto caldissimo: servite subito. Volendo, potete accompagnarlo con insalata mista oppure (e meglio) con patate al forno.
Giovanna Motta
Posted the 1st febbraio 2012 in the category Movida, Pronto in tavola by Daniela.
Tags: Cucina risparmiosa, polpettone, ricetta
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Posted the 1st febbraio 2012 in the category Movida, Salute e Benessere by admin.
Tags: bellezza, Benessere, Cellulite, Dieta e salute, Dimagrire, Obiettivo benessere, rimedi naturali
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Se poi te li ritrovi qui, tra i velluti di un cinque stelle con vista sul Duomo, allora sì
che l’effetto è rock. I Black Keys, signori, quelli che «nessuno ci ha mai detto che
cosa fare» e che ieri hanno raccolto tutto il bel mondo musicale sotto il palco
dell’Alcatraz. Due ragazzotti di un’anonima Akron nell’Ohio, ora trapiantati nella
scicchissima Nashville ma sempre con il loro guardaroba di camicie, barbe e parole
qualsiasi. Il loro ultimo disco, El camino, ha sollevato solo un dubbio: essendo
stato pubblicato all’inizio di dicembre, è rimasta l’incertezza, come ha sintetizzato il
Los Angeles Times, se eleggerlo miglior disco del 2011 o già del 2012. Sulla fiducia.
Ora tutti applaudono, anche quelli che facevano spallucce quando questi due nerd
registravano un bel brano dopo l’altro. E’ la finta sorpresa: sembrano debuttanti
ma non lo sono, tutt’altro. «In realtà noi siamo in giro da circa dieci anni, e
abbiamo fatto tour con Pearl Jam e Radiohead» ha sussurrato il chitarrista Dan
Auerbach quasi a giustificarsi di tanto successo. «Ma non siamo rockstar, mica ci
mettiamo gli occhiali da sole alla moda». Già, s’è visto. D’altronde lui e Patrick
Carney – proprio così i Black Keys sono soltanto un chitarrista che canta e un
batterista che ricorda John Bonham – hanno iniziato a vent’anni usando una
specie di insulto come nome di battaglia (i black keys sono «omuncoli» secondo un
artista sponsorizzato dal padre di Auerbach). «Mi sono appassionato alla chitarra
perché nella famiglia di mia mamma suonano il bluegrass». Ora ne hanno poco più
di trenta e riassumono la loro città in due battute: «Un posto da sfigati, per
emergere bisogna faticare il triplo». Evaporati i White Stripes, convalescenti i
Kings of Leon, tocca a loro mantenere l’onore del rock vecchio stile, quello lasciato
decantare in una barrique zeppa di ricordi. I Clash. I T Rex. Screamin’ Jay
Hawkins. Tutta l’America anni Settanta da Grand Funk Railroad fino a ZZTop. E
Led Zeppelin, ma certo: in Little black submarines c’è un tale tributo a Stairway to
heaven che l’intreccio di chitarra e batteria sembra proprio tale quale (per carità,
absit iniuria verbis). In fondo, è sottile la differenza tra plagio e rinnovamento.
Scopiazzatura e rielaborazione. Per loro vale la seconda: così possono praticamente
risuonare uno dei pezzi più famosi senza far inorridire nessuno. «Il rock è fatto di
fasi alterne, ma non morirà mai». Però, cari Black Keys, tolti voi in classifica ormai
se ne ve(n)de poco: «Ci vogliono le canzoni un po’ furbette. Il rock è diventato famoso grazie a brani come Light my fire dei Doors, belli ma furbi». Sarà per questo che El camino è più mainstream, più fighetto degli altri sei dischi. O
furbetto. O insomma fate voi. «L’unica cosa mainstream che abbiamo avuto è stato
un bel mixer» scherza. Anzi no: «Stavolta ci siamo focalizzati sulle melodie. Prima
non era mai successo e i riff erano al centro. Adesso le melodie». Appunto.
Dopotutto, sarà anche bello ricevere complimenti dalle rockstar più toste. Però poi
ci vuole anche il resto: «Diciamo che la situazione è cambiata e la gente ci
riconosce per strada». Oddio, qualcuno lo farà pure ma Rihanna vince dieci a zero.
Però nella melassa pop che gira intorno, un bel chitarrone che sembra uscire da un
disco dei primi Black Crowes fa la sua porca figura. «Vendiamo milioni di dischi ma
non sono loro a mantenerci. La musica si divide in due: quella che rientra nella
Top 40 delle radio. E quella che ne sta fuori. Noi stiamo fuori. E viviamo grazie ai
concerti». Difatti ne fanno quattordici in quindici giorni. In tutta Europa. E allora
per forza sono rock e a loro gli scintillii del Park Hyatt non fanno né caldo né
freddo: ci stanno giusto il tempo di fare ciao ciao ai giornalisti in adorazione e poi
rotolare via. «Negli States giriamo su di un pullman». O magari un minivan come
quelli meticolosamente affastellati sulla copertina e il libretto interno del cd. Di
sicuro girano fuori tempo: non abitano nel 2012. E sono istruttivi: due ragazzi
qualunque che pestano sodo, valgono il prezzo del biglietto e sono
drammaticamente soli a fare i musicisti come una volta. Semplici. E basta.
Posted the 31st gennaio 2012 in the category Movida, Musica, Varie by admin.
Tags: Black Keys, Blackfoot., Clash, Grand Funk Railroad, John Bonham, Led Zeppelin, Paolo Giordano, Park Hyatt, Pearl Jam, Radiohead, Rihanna, Screamin' Jay Hawkins, T Rex, ZZ Top
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Me lo consigliò un amico dietologo: mi disse che questa ricetta deliziosa non poteva ritenersi nociva, neppure se si soffre di ipertensione, gotta ed iperuricemia, purchè si rispettino rigorosamente le dosi, si usino materie prime freschissime e non si voglia consumarla più di una volta alla settimana. E come tale io ve la do. E’ semplice e facile da preparare, ed è anche buona, la nostra crema pasticcera al succo d’uva…
Ha circa 3000 anni di vita il papiro egizio conservato al museo del Cairo in cui un medico, di cui non ci è rimasto il nome, scrive: “Un terzo di ciò che mangiate vi serve per vivere, due terzi arricchiranno chi vi curerà!” Ovviamente si rivolgeva ai benestanti dell’Alto e Basso Egitto, non certamente ai poveracci che costruivano piramidi o giravano la mola per tritare grano ed orzo! Oggi come allora i consumi voluttuari e la sedentarietà danneggiano in modo irreversibile la salute umana, ma un dessert come questo, consumato con parsimonia, può soddisfare le nostre papille gustative senza nuocere. Da provare!
CREMA PASTICCERA AL SUCCO D’UVA
Dosi per 4 persone:
1 tuorlo d’uovo
Mezzo cucchiaio di farina 00
1 cucchiaio da tavola di burro
2 cucchiai di zucchero
Mezzo bicchiere di latte
1 grappolo d’uva bianca
Sgranate il grappolo d’uva, mettete gli acini in una terrina e…premeteli,ricavandone circa 1 bicchiere di succo.
In un recipiente per la cottura a bagnomaria disponete qa freddo il tuorlo,la farina ed il burro ammorbidito a temperatura ambiente.Mescolate aggiungendo lo zucchero.
Accendete la fiamma, portate il recipiente sul fuoco e,sempre mescolando con la frusta, aggiungete il succo (preventivamente mischiato al latte) un po’ per volta. NON deve arrivare a bollore, ma dev’essere sempre piacevolmente tiepido: servitelo in tazzine da caffè.
Giovanna Motta
Posted the 31st gennaio 2012 in the category Movida, Pronto in tavola by Daniela.
Tags: crema pasticcera, LA DIETA DEL GHIOTTONE, ricetta, succo d'uva
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